JUDAS PRIEST     Palasport     FIRENZE    27   Maggio    1988 



Premessa, spesso troverete frasi al presente, perchè questi report vengono scritti di getto mentre il sottoscritto torna con i ricordi a quel giorno di 24 anni fà.



27 Maggio 1988, una data storica per ogni metallaro italiano.
Per la prima volta arriva in Italia la band Heavy Metal per eccellenza i Judas Priest. In realtà avevano suonato la sera prima al Palatrussardi di Milano per noi toscani il 27 era la data da segnare in rosso sul calendario.
La band del Metal God non era mai scesa in Italia e questo è uno dei dilemmi della vita (del resto i Queen erano stati anche in Australia ma mai in Italia fino al 1984!). Diversamente da loro  gli Iron Maiden  fin dagli esordi hanno preso a cuore il nostro paese.
 Se non ricordo male era stata programmata una data a Firenze nel 1982 o 83 ma fu annullata per cui l’adrenalina in previsione di questo giorno sale a più non posso.
Gli ultimi anni non erano stati il massimo per i Judas, il loro penultimo album Turbo li aveva ridimensionati non poco almeno in Europa, come molte band heavy metal i Preti di Giuda avevano strizzato non un occhio ma entrambi alla musica “dolce” made in Usa e Turbo fu un fulmine a ciel sereno (in senso negativo ) per i vecchi fan.
Ok, grandissima titletrack e bellissima Out in The Cold ma per il resto (anche se per me resta un bel disco e piacevole da ascoltare) ci si avvicina troppo al pop-metal-smelenso americano e ciò fa inbestialire i fan storici. D'altra parte stiamo parlando della prima Heavy Metal band "moderna", loro passarono dal metallo pesante ma "lento" dei Sabbath a quell'heavy che tutti conosciamo.
Ricordo di aver letto una vecchia rivista (forse metal shock o kerrang) che un vecchio fan si mise a piangere dopo aver ascoltato l’album…bè forse può sembrare esagerato ma in un periodo dove le band che adoravamo passavano dall’Heavy Metal all’Aor..di porta ad espledere!
Con Ram It Down i nostri eroi si redimono anche se non alla perfezione, gran bel disco ma ci sono brani riempitivi che non si addicono molto a Halford e soci. La stessa canzone dal titolo Heavy Metal non è che sia poi un gran pezzo di metallo anzi, forse la band voleva rafforzare tale termine per associarlo sempre più a loro stessi. Cmq i Preti cercano di cavalcare ancora la corrente di moda e tirano fuori dei passagi helloweeniani clamorosi. Pensate che onore per Hansen, Kiste, Weikath e soci sentendo una delle loro band idolo che li scopiazza alla grande (ascoltare la titletrack per credere), del resto nei novanta quasi tutti copiano gli Helloween ma questo è un altro discorso.
Torniamo a noi e al concerto, intorno alle 17,00 io e Killers arriviamo al Palasport di Firenze (oggi Mandela Forum) e vediamo già una bella fila di centinaia di persone. I bagarini vendoni già i biglietti a prezzi folli, non so se fosse già tutto sold –out ma noi ce ne freghiamo perché il bigletto lo avevamo già comprato.
Innanzitutto una premessa riguardo al pubblico metallico, parliamo del 1988 secondo molti in piena era dell’oro del metal ma secondo il nostro punto di vista eravamo già in fase calante. La musica per noi moderna a quei tempi era il Thrash che noi non siamo mai riusciti a digerirre (escluso alcune ne band come i Metallica o i Megadeth e pochi altri), troppo distante dall’Heavy metal classico soprattutto per i vocalist le chitarre ecc... e molti ragazzi avevano già abbandonato il giubbotto tappezzato come il nostro per un calssico giubbotto in pelle nera. Devo ancora capire come facessero questi thrashers a stare anche a 40 gradi e forse più con quei giubbotti a manica lunga. I primi anni ottanta erano un altro spettacolo visivamente parlando ma queste sono bazzecole…andiamo a metterci in fila.
Diamo un’occhiata alle t-shirt e dischi che c’erano nelle varie bancarelle ma non ci soffermiamo più di tanto per non restare troppo indietro.
All’apertura dei cancelli ci tuffiamo letteralmente dentro il Palasport e ci fiondiamo diretti davanti al palco, ma ciò non saràuna passeggiata. Il palco è già molto affollato e perciò ci piazziamo in 10/12° fila , così ci vedremo con calma i Bonfire e poi tenteremo il tutto per tutto cercando di conquistare la prima o seconda fila!
Lo scenario che vediamo girandoci indietro non è certo quello tristissimo di quando siamo stati qua a vedere i Black Sabbath lo scorso anno, in quell’occasione eravamo si e no 200/300 ma del resto quella formazione del Sabba era in assoluto la più “povera” dello storico combo di Birmingham. Dopo una serie di vocalist da urlo e prime donne con i quali Iommi aveva sempre avuto difficoltà nella convivenza, decide di prendere un buon” dipendente” col quale andrà sempre di buon accordo ma il risultato è che nessuno o quasi vede più quella band come i mitici Black Sabbath causandone un flop in vendite e in presenze , ma di ciò ne parleremo presto su queste pagine.
Il Palasport è pieno e si tratta di almeno 3/4000 spettatori.
Le luci si spengono e i Bonfire fanno la loro apparizione sul palco. Ora io sarò sincero, non ero là per i Bonfire, li avevo ascoltati su cassetta in previsione del concerto ma di un'altra band melodica non ne avevo bisogno per cui non farò l’ipocrita dicendo : a che grande band, concerto stratosferico ecc…in realtà non me li sono filati proprio, io ero là per i Judas punto e basta.
I tedeschi se ne vanno e io e killers iniziamo la nostra puntata in avanti, non senza problemi. Tra gomitate, piedi calpestati, spintoni, litigate ecc…riusciamo ad arrivare in terza fila e la cosa mi preoccupa non poco. Come ben sa chi è abituato ad andare nelle prime fila è assai più sicuro arrivare in prima linea dove reggendoti (anche se con forza) alle transenne puoi evitare facilemente di cadere, respiri mille volte meglio e soprattutto riesci a vederti i tuoi idoli ad un tiro di schioppo!
Cadere in quella ressa non è molto simpatico, a me è successo una sola volta con gli Iron nel 1988 e ci crediate o no, non riuscivo più a rialzarmi, roba da panico!
Ora tutti zitti, le luci si sono spente e le note della loro più grande opener riecheggiano coperte da un boato clamoroso.
Hellion/Electric Eye non sono praticamente riuscito a vederla e sentirla in quanto ero troppo occupato a restare in piedi, ma il dramma prosegue per altri 4/5 brani , fino a quando un tipo davanti a me si sente male e il ragazzo della security lo tira via davanti. Io mi ritrovo in seconda fila e killers dietro di me.
Appena ho il tempo di guardare con calma Tipton , Downing e gli altri, mi accorgo (piacevolmente) che il loro abbigliamento è tornato a pelle e borchie, per fortuna hanno abbandonato il look con i vestiti elegantoni molto americani ma poco heavy metal. Questo è un segno postivo e anche il palco non ha una scenografia così mastodontica come nel tour passato, stavolta sono stati molto più spartani ma ciò significa che i Judas ora puntano al sodo ovvero alla musica!
Non ricordo precisamente la scaletta, la riporterò (sono riuscito a ritrovarla) in chiusura di questo report per completezza ma io quando scrivo un report per gli Historical Concert mi soffermo solo ed esclusivamente sui mie i ricordi, non avrebbe senso andare a cercare informazioni altrove per cui citerò solo i brani che mi sono rimasti in mente. Così facendo posso fare qualche errore ma il report/racconto risulta più vero.
Una cosa ricordo benissimo e la cosa ci colpì subito, i Judas non eseguirono neppure un solo brano di “Turbo”, ciò stava a significare come i 5 di Birmingham volessero “disintossicarsi” da quel sound smielato/sperimentale dal risultato fallimentare. Loro ci tenevano ai vecchi fan (a differenza dei Saxon che hanno persistito nel tradimento) e quando hanno visto di aver clamorosamente toppato, ne hanno fatte di cotte e di crude per tornare i pupilli dei metallari! Ripeto ancora che vari brani di Turbo erano davvero ottimi ma nel complesso fu un disco deludente.
Ricordiamoci che mentre loro pubblicavano un disco Pop-metal come turbo e andavano in giro con capelli cotonati e vestiti di marca, i loro più giovani colleghi Iron Maiden pubblicavano un disco bomba come Somewhere in time e con un look metallico come mai. Dovevano riappropriarsi del titolo di band Heavy Metal per eccellenza…in realtà ci riusciranno solo due anni dopo con Painkiller quando polverizzeranno la concorrenza maideniana di No Prayer for Diyng!
Passiamo al sodo, Sinner e soprattutto Breakin the Law riscaldano ancora di più il pubblico e lì davanti è un vero inferno. Io inizio a godermi il concerto circa una mezzoretta dal suo inizio e mi vedo alla grande la bellissima “The Sentinel”, capolavoro! I grandi classici non mancano, The Ripper ti inchioda lo sguardo anzi ti inchida proprio!
…ma un momento, mi stavo dimenticando di parlare del Metal God. Rob Halford è pazzesco, i suoi acuti sembrano più forti che in studio e non è quella mummia di oggi anzi, i suoi movimenti insieme a quelli di KK Downing e Glenn Tipton significavano letteralmente Heavy Metal! 
Nessuno nella storia del metallo pesante ne incarna l'anima come le due asce priestiane i il loro vocalist, senza nulla togliere a Ian Hill dal poderoso basso o ad un Dave Holland in forma smagliante.
Ricordo bene Heavy Metal e Ram It Down dell’album omonimo e se non sbaglio i classicissimi di sempre con Victim of Changes (dove il Metal God si supera) , The GreenManalishi, Livin after Midnight, You’ve Got Another Thing Coming e il finale più bello che ci potesse essere: “Hell Bent For Leather”.
Questa canzone è la We Are the Champions dei Judas e non capisco come possano aver preferito in tutti questi anni chiudere con Livin after Midnight o You’ve..che in confronto sono canzoncine.
Hell Bent for Leather è la canzone simbolo del binomio Harley Davidson/Heavy Metal e io ero li soprattutto per vedere Halford entrare con l’Harley ed ascoltare il suo rombo mitico.
Nelle prime fila è stato un po’ un dramma con vari pesti alla schiena, piedi schiacciati e pure qualche gomitata, soprattutto a inizio concerto e su Hell Bent,  ma se si pensa che eravamo nel 1988 e che il pubblico delle prime linee non era certo quello presente ai concerti di oggi... Adesso attaccate alle transenne ci sono più ragazze che uomini mentre in quegli anni davanti ci stavano solo energumeni tosti …oltre a killers e me.
Finito il concerto le migliaia di persone abbandonano il Palazzetto, noi ci fermiamo ad uno stand per comprare la maglietta ma purtroppo erano già finite, allora ce ne andiamo a prenderci il classico Hot Dog e birrone obbligatorio dopo ogni concerto. Dico dopo perché ho sempre odiato quei fessi che stanno nella guerra delle prime fila con la birra in mano, quasi peggio di quelli che pogano (che non ho mai capito che cavolo ci vengono a fare ai concerti, vabbè … ) e mentre si spingono e si rincorrono in cerchio il concerto fila via, ma del resto ognuno ha i suoi gusti (come quel tipo che si ciucciava i calzini).
Aspettiamo un po’ che tutti se ne vadano per potre partire con l’auto e facciamo le solite chiacchiere con altri metallari presenti. Di argomenti in quegli anni ce n’erano davvero tanti infatti penso che siamo davvero rimasti gli ultimi ad andarsene.
Finalmente avevamo visto anche i Judas Priest e senza ombra di dubbio potevamo affermare di aver visto un concerto Heavy Metal praticamente perfetto, calcolando che la sera prima avevano suonato a Milano, abbiamo pensato che i Judas fossero dei veri mostri. 
Mi spiace un sacco non aver foto di questi magici concerti ma a quei tempi venivi perquisito da capo a piedi e dopo due macchine fotogafiche sequestrate (e mai più ritrovate, non davano gli scontrini ma venivano gettate in uno scatolone con altre migliaia tra camere, cinture e oggetti presunti pericolosi) ho ceduto.
Un saluto a tutti i presenti quel 27 Maggio 1988. 


  
1.The Hellion/Electric Eye
2.Metal Gods
3.Sinner
4.Breaking the Law
5.Come and Get It
6.I'm a Rocker
7.The Sentinel
8.The Ripper
9.Beyond the Realms of Death
10.Some Heads Are Gonna Roll
11.Ram It Down
12.Heavy Metal
13.Victim of Changes
14.The Green Manalishi (With the Two Pronged Crown) 

Bis: 

15.Johnny B. Good
16.Living After Midnight 
17.You've Got Another Thing Comin' 
18.Hell Bent for Leather


metalburn


COMMENTI

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Autore: rocksessantacinque
Inserito il: 20/04/2012
Messaggio: Ma c'erano i Bonfire anche a Milano? Azz....neanche me li ricordavo più.

Autore: bonaiuti79
Inserito il: 21/04/2012
Messaggio: bellissimo report!!!

Autore: MetalBurn!
Inserito il: 21/04/2012
Messaggio: Si rock, i Bonfire c'erano pure a Milano (anche se non sono sicuro al 100% perchè non c'ero). Cmq come ho detto anche a me sono passati quasi inosservati...

Autore: KILLERS
Inserito il: 22/04/2012
Messaggio: BEI TEMPI QUESTI...GRAZIE A QUESTO REPORT MI SONO RIVENUTI IN MENTE DEI PARTICOLARI DEL CONCERTO CHE AVEVO QUASI DIMENTICATO ( SI TRATTA DEL 1988...)
METAL GODS FOREVER !!!