LIVE REPORT:       "HARD ROCK HELL FESTIVAL"     MINEHEAD,   ENGLAND   

SECONDO GIORNO     10/11   NOVEMBRE     2007.

BATTLE OF THE BANDS ARENA (13.00-15.15) 


REDLINE 

Arriviamo purtroppo oltre metà concerto degli inglesi Redline, tra l’altro per puro caso visto che il palco in cui s isvolge la battaglia delle band è lo stesso su cui poi si esibiranno GMT e Raven. Non conoscevo il loro pezzi, che probabilmente sono sul nuovo album, ma posso dire di aver sentito suonare un gran bell’hard rock roccioso, senza tanti fronzoli. Gran chitarra e anche la voce mi è piaciuta molto, comunque questa è una di quelle band che rimarranno per l’eternità nel sottosuolo, ma che sono di valore assoluto. Simpatico siparietto del cantante che è sceso dal palco entrando nel mezzo al pubblico, distribuendo biglietti promozionali del loro nuovo album “Ignition”. La track conclusiva “King Of The Mountain” tratta appunto dal nuovo album, risulta essere una vera bomba!

Voto: 8.5 








PORSHAMAR ARENA (14.00-20.00) 


SABBAT (15.30-16.30) 

Un’altra band, a mio avviso, da Born Again arena. Non so bene con quale criterio le band siano state selezionate per suonare in un determinato palco piuttosto che in un altro, fatto sta che la band di Nottingham si trova a dover condividere il palco con Turisas, Finntroll e Grand Magus. Il tempo concesso ai cinque inglesi è di una oretta scarsa e Martin Walkyier la fa fruttare tutta. Un’ora di thrash veramente ben suonato, con una scaletta che riprende in larghissima parte pezzi dal primo disco, ossia “History of a Time to Come”, ed i restanti dal capolavoro “Dreamweaver”, per un totale di nove pezzi suonati. Si inizia con “A cautionary Tale” per poi proseguire con “Hosanna in Excelsis” sempre dal primo disco. “The Clerical Controversy” è il primo dei tre pezzi eseguiti da Dreamweaver, nonché il pezzo di gran lunga preferito dal sottoscritto. Il sound è veramente ottimo, non ci sono sbavature nell’esecuzione e Martin canta con una ferocità, un odio in corpo mai visto. Buono anche il feeling con il pubblico di casa, che li osanna al termine di ogni pezzo, ed al quale spesso lo stesso Martin si rivolge per cantare insieme. Col quarto brano, “Behind the Crooked Cross” si ritorna al primo disco, poi è la volta di “Do dark horses dream of nightmares”, “I for an eye”, “The best of enemies” per giungere poi ai due brani conclusivi della scaletta ovvero “
For those who died” e “The Church bizarre”.
Sinceramente mi sarei aspettato molti più brani da “Dreamweaver”, cosa che invece non è avvenuta, ma la scaletta è rimasta comunque molto valida. Devo ammettere che la scelta di suonare pochissime date all’anno giova decisamente alla qualità dello spettacolo che la band è in grado di proporre. La presenza scenica indubbiamente c’è, l’esperienza di certo non manca…insomma, questi Sabbat mi hanno decisamente soddisfatto, concedendomi una piccola parentesi estrema in un lago di hard rock ed heavy metal classico!

Voto: 8,5 



BORN AGAIN ARENA (15.30-18.00) 


GMT (16.00-17.00) 

A molti questo nome non dirà niente e forse qualcuno penserà che si tratta dell’ennesima band di giovani modernisti, ma chi segue l’Hard Rock e l’Heavy Metal dagli anni ’70 e ’80 non potrà che rimanere affascinato dalla carriera di almeno due elementi di questa piccola grande band. Sto parlando di Bernie Tormè e John McCoy. Bernie Tormè è colui che a fine anni ’70 riportò il grande Ian Gillan sulla strada dell’Hard Rock dalla quale si era allontanato di brutto con il suo progetto post Deep Purple “Ian Gillan Band”, le cui sonorità erano più in sintonia con la fusion/jazz/rock…
Oltre a Gillan, Tormè è famoso per essere entrato nella band di Ozzy Osbourne subito dopo la tragica scomparsa del giovane fenomeno Randy Rhoads (R.I.P.). Altra band in cui militò negli eighties furono i Desperado in compagnia di Dee Snider (col quale vedremo è rimasto in amicizia) e Clive Burr, storico batterista degli Iron Maiden.
John McCoy la montagna , era insieme a Tormè nei Gillan, poi con i Mammoth (la cui chitarra la potete vedere nelle foto), ancora con i Samson del compianto Paul (R.I.P.), con Joe Belladonna e perfino con i Sun Red Sun dove alla voce c’era il dotatissimo Ray Gillen (R.I.P.). Non conosco Robin Guy il giovane batterista, ma se è in compagnia di questi due mostri sacri deve per forza avere delle capacità fuori dal comune.
Arrivando alle canzoni, si inizia con “Wild West” passando per “Ball and Chain”, “Cannonball”Down to Here”, “Can’t Beat Rock ‘n’Roll”, “Rocky Road”, “Longer Than Tomorrow”, “Summerland” assoli di chitarra e batteria e finale con la Gillaniana “New Orleans” ed il più classico dei finali con il più grande Riff della storia, ovvero “Smoke On The Water”.
Bernie Tormè tecnicamente è un vero mostro di bravura e non si risparmia un solo istante, alla voce non è sugli stessi livelli ma ciò che più ha penalizzato il loro show è stato un grosso problema agli amplificatori che hanno fatto i capricci durante l’intero concerto (infatti Tormè nel dopo show si è lamentato molto con me di questi problemi). Di altra pasta è fatto McCoy, sempre ultra tranquillo anche se è riuscito a fare uno show nello show quando ha impugnato la chitarra Mammoth con le classiche corna ed il fumo che usciva dalla stessa. Ma il vero scossone ai presenti è arrivato quando i GMT hanno presentato il loro amico Dee Snider che è entrato come una furia sul palco e ha infiammato gli spettatori come solo lui sa fare eseguendo un brano dei Desperado, in cui appunto lui e Torme suonavano. Senza trucco ma con la grinta di sempre, alla faccia di coloro che si sono persi il concerto per seguire gli show delle arene moderniste!

Voto: 8.5 



RAVEN (17.30-18.40) 

Come al solito John Gallagher arriva sul palco per il soundcheck (per la serie chi fa da se fa per tre) ed immediatamente lancia un acuto che sicuramente è arrivato in tutte le arene. I Raven avrebbero senz’altro meritato di suonare nell’arena Rock Legenda, tanto è importante il loro contributo alla storia del metal. Loro sono stati i padri fondatori dello Speed Metal e del Thrash, nel 1983 furono headliner in America con due giovani band di supporto, una di nome Anthrax e l’altra Metallica! Ma torniamo ai nostri tempi, credo che nessuno possa mettere in dubbio quello che sto per dire, cioè che John Gallagher è in assoluto il cantante più potente al mondo in quanto a toni alti! La sua voce sembra aver retto con grande indifferenza il peso del tempo, lo stesso si può dire del suono della chitarra di suo fratello Mark, mentre riguardo al fisico di Mark direi che ha mangiato qualche hamburger di troppo, ricordo che era un ragazzo molto magro, adesso è un peso massimo ma quello che conta è che suona divinamente. Quando i Raven uscirono allo scoperto con il mitico Rock Until You Drop, fu un fulmine a ciel sereno, tre ragazzi completamente scatenati diedero vita ad uno dei più grandi capolavori di Heavy Metal o Speed Metal della storia (potete leggerne la recensione nell’apposita sezione). Il loro duetto con Udo su Born To Be Willd è stata la nostra colonna sonora in quei pochi momenti che eravamo nello chalet e non ai concerti, questa è la versione più heavy mai sentita del classico degli Steppenwolf! Ok, torniamo al concerto, entrata pazzesca con “Take Control” ed un’arena piccola ma stracolma impazzisce e diventa pure difficile fare le foto. Logicamente io prima che un fotografo sono un loro fan e così sono il primo ad essere scatenato! Segue un altro loro capolavoro “Live at Inferno”, John non si risparmia neppure per un attimo e lancia acuti a non finire continuanto sempre a suonare il basso e a saltare a destra e sinistra. Mark non è meno pazzo del fratello anzi ma il suono della sua chitarra risulta essere sempre pulito e perfetto. E’ il turno di “All For One” cantata dal pubblico quasi per intero. Poi John si rivolge al pubblico dicendo che ci sono persone che sono venute dall’Italia qui a Minehead ed essendo Novembre ed un freddo da pinguini è una cosa incredibile. Poi continua con 2 pezzi nuovi, “Breaking You Down” e “Walk Trough Fire” intramezzati da vari medley dal repertorio Raven come “Speed , Run o Mind or Metal” e dalle band storiche a cui hanno sempre fatto riferimento ovvero Judas Priest e Black Sabbath. Il concerto risulta piacevolissimo e ripeto che i Raven avrebbero dovuto suonare nell’arena Rock Legends, ma egoisticamente parlando ho preferito così dal momento che sono riuscito a vedrmeli ad un palmo dal naso. C’è anche da sperare bene per il nuovo album dal momento che i due pezzi proposti sono di valore assoluto , il primo “Breaking You Down” il classico stile Raven/Inglesi l’altro “Walk Trough Fire” non sfigurerebbe per niente nei loro dischi americani. Logicamente io preferisco il loro periodo inglese ma a differenza di molti altri loro colleghi , i Raven non si sono mai sputtanati pubblicando dischi commerciali in simil Aor sound, i loro album sono sempre stati di buon livello anche se non sono più stati raggiunti i picchi dei primi magici tre album. Chiusura con “Breaking The Chain” con la dovuta ovazione del pubblico. La carica e l’entusiasmo che ho provato con l’esibizione dei Raven è paragonabile solo alla performance delle Girlschool, sono loro i due top show dell’Hard Rock Hell. Presto pubblicheremo un’intervista con John Gallagher che si è detto disponibilissimo.

Voto: 10 e lode 



ROCK LEGENDS ARENA (18.00-04.30) 


FASTWAY (18.45-19.30) 

Eddie Clark è sempre stato uno dei miei idoli, Lemmy può dire quello che vuole, Phil Campbell è bravissimo ma Fast Clark è di un altro pianeta, e se i Motorhead resteranno delle leggende per l’eternità grande merito è anche suo. Sinceramente non ho mai amato molto il genere proposto dai Fastway, il sound dei primi due dischi “Fastway” e “All Fired Up” era un Hard Rock di classe ma molto melodico ( ed io non ho mai amato questo tipo di musica). Molto bella fu la colonna sonora di “Morte a 33 Giri” il cui titolo originale era “Trick of Treat”. Dopodichè la band passò ad un Hard Rock ancora più melodico. Sul palco si sono dimostrati una vera rock band che bada al sodo, Fast Clark logicamente la primadonna, sempre perfetto, la sua classe è rimasta intatta! Unica nota non tanto negativa è la prestazione del cantante, che in tutto e per tutto imita Robert Plant, peccando quindi in termini di originalità. La prestazione nel complesso è comunque di alto valore, un suono ottimo anche se nei primi pezzi il feedback era veramente forte, a tratti fastidioso…

Voto: 7 














SAXON (20.10-21.30) 


C’era qualche dubbio sul fatto che i Saxon sfoderassero una prestazione maiuscola?!?!?! Io non ne ho mai avuti ed infatti l’esibizione di Biff e soci è stata a dir poco strepitosa. Nigel Glockler sappiamo che aveva avuto uno scontro col più giovane batterista dei 3 Inches Of Blood Alexei Rodriguez e ne era uscito con gli occhiali rotti ed un occhio nero, ma per fortuna questo non gli ha impedito di essere una vera macchina da guerra dietro le pelli. Nel frattempo i fotografi sono aumentati a dismisura ed il servizio d’ordine ci blocca e ci divide in due file, la prima seguirà le prime 3 canzoni, la seconda (nella quale c’ero io) le seconde 3. I Saxon non possono iniziare il concerto in modo migliore ovvero con un pezzo che arriva direttamente dal 1980 “Motorcycle Man” Heavy Metal allo stato puro. Il pubblico è adesso numerosissimo e nonostante qui fossimo all’inizio del concerto era già coinvoltissimo. Difficile ricordarsi tutte le canzoni specialmente in un festival con 40 band di cui ne abbiamo seguite almeno una ventina, comunue in ordine sparso le song che sono state effettuate sono: “Let Me Feel Your Power” tratta dal recente e ottimo “The Inner Sanctum”, “To Hell And Back Again”, altro grande classico. La band tiene il palco benissimo ma la stella che brilla è sempre lui , Biff Byford la cui voce pare sia rimasta nella naftalina per tutto questo tempo. “Dogs Of War” poi “Whitchfinder General” altro gran pezzo tratto da “Lionheart” (inspiegabile non aver incluso nella set list proprio la canzone Lionheart, un vero capolavoro). “Crusader” è senza dubbio un altro bellissimo pezzo anche se quell’album segnò la fine dei Saxon nelle classifiche. La song coinvolge molto il pubblico, il quale canta le canzoni dei Saxon più di quelle di qualsiasi altro artista del festival, questo dimostra che i fan inglesi non hanno mai dimenticato Biff e soci. Infatti agli inizi degli anni ’80 erano famosi come e forse più dei Maiden. Ma l’esplosione maggiore del pubblico arriva con “ Heavy Metal Thunder” una canzone che non ha bisogno di presentazioni. Altro pezzo recente tratto da The Inner Sanctum è “I’ve Got To Rock” che è anche il loro ultimo video e singolo. “Strong Arm and Law” e poi l’apoteosi con la stratosferica “747 Strangers In The Night”. Ho sempre amato da impazzire questa canzone in particolare il fatto che inizi con un assolo incredibilmente bello! Il pubblico la canta praticamente tutta e lo stesso farà con “Wheels of Steel” e “Princess Of The Night”, quest’ultima introdotta da Biff come al solito con al suo fianco il fido chitarrista Paul!
Ultimo brano in scaletta è “Denim and Leather” (Biff prova a far credere al pubblico di volere chiudere il concerto con una canzone nuova, ma scoppia a ridere ancor prima di finire la frase, ahahah!) e appena prima del ritornello Biff passa il microfono ad un fan del pubblico nelle prime file (che non ha cantato niente male!ah! ah!) poi il microfono passa di mano in mano scorrendo tutta la fila da destra a sinistra, fino a quando Biff se lo riprende. Madonna che concerto! Fidatevi di cio che vi dico, se c’è un concerto dei Saxon anche non vicino a casa vostra, toglietevi le pantofole mettetevi le scarpe e andateci di corsa perche sarà uno spettacolo memorabile! La band è stata senz’altro all’altezza con un Nigel Glockler perfetto nonostante la scazzottata di cui sopra, Paul Quinn anche lui perfetto anche se non possiede l’immagine da axeman che aveva ( e che ha tuttora) Graham Oliver, il bassista in sintonia col resto della band (cioè bravissimo) va a completare una sezione ritmica eccezionale. A proposito del bassista dei Saxon c’è stato un aneddoto che adesso vi racconterò.
Eravamo già alla Domenica mattina in quanto stavamo uscendo dall’arena Rock Legend intorno alle 4.00 forse più, davanti a noi vediamo un tipo che stava barcollando infatti non so ancora come abbia fatto a non cadere, si sarà scolato almeno una ventina di birre! Quando lo abbiamo a due metri di distanza ci accorgiamo che era il bassista dei Saxon, gli diciamo chi siamo e lui ci fa i complimenti salutandoci in italiano ovvero ci ha detto “ciao italiano”, noi ce ne andiamo ma ad un tratto lui torna verso di noi chiamandoci e quando è a 50 cm da noi arriva la mitica esclamazione che è diventata storica (almeno tra noi quattro): “Where Is the Fucking Pub?”.

Voto: 10 



TWISTED SISTER (22.00-23.35) 


Il momento più atteso è arrivato, fanno la loro entrata in scena i Twisted “Fuckin’” Sister, con l’opener di sempre “What You Don’t Know” e la platea si scalda immediatamente. Dee Snider, leader assoluto della band, è scatenato e come sempre la sua voce non tradisce, checché ne dicano le malelingue spesso incompetenti che scrivono su riviste e webzine! I Twisted sembrano arrivare direttamente dagli eighties, il trucco è lo stesso anche la carica che hanno addosso è la stessa, solo il fisico non è proprio uguale (con l’eccezione di Dee Snider ancora in forma smagliante). Ciò che amo dei loro concerti la scaletta che riprende tutti il loro più grandi classici e così (anche se non proprio in questo ordine) scorrono una dietro l’altra : “Bad Boys of R’n’R”; “I Am (I’m Me)”; “The Kids Are Back”; “You Can’t Stop R’n’R”; quei due fenomenali hit degli anni ’80 che inflazionarono MTV , “I Wanna Rock” e “We’re Not Gonna Take It”; la bellissima ballad “The Price”; le durissime “Burn in Hell” e “Stay Hungry” e due canzoni riprese dal loro album natalizio “”I Saw Mommy Kissing Santa Claus” e “Silver Bell” quando rientrano sul palco per il bis. Concerto spettacolare ripeto con un Dee Snider grandissimo ed anche un po’ attore , lo dimostrano i vari intermezzi con il pubblico con il quale chiacchiera come fosse ad un comizio invece che ad un concerto. Entra nel discorso delle solite domande che gli rivolgono i giornalisti , prima tra tutte quella relativa alla pubblicazione del nuovo album. Sono completamente d’accordo con Dee Snider quando dice che non ha senso pubblicare un nuovo album infatti a nessuno dei presenti interesserà mai ascoltare un nuova canzone dei Twisted, la gente vuole da loro i classici e non “Fuckin’ new song”! Ad intrattenere il pubblico non c’è il solo Dee Snider ma anche Jay Jay French che comincia a “Rappare” o a imitare il “Nu-metal” facendo capire che tipo di musica oscena piace adesso in America, lui prende in giro (giustamente) questa schifezza e rivolgendosi al pubblico dice di amare le vere Heavy Metal Band quali Judas Priest, Iron Maiden e Dio! Gli spettatori non possono che essere d’accordo con lui. Simpatica anche la scenetta in cui Dee Snider si avvicina a Jay Jay French (che al momento stava parlando) e indicando i propri capelli dice che i suoi sono veri e non una parrucca quella di French! Concludendo a me non importa un bel niente di un nuovo disco dei Twisted Sister ma spero che continuino ad andare on stage per l’eternità tanta è la loro carica e la loro professionalità, senza logicamente trascurare il fatto che nel loro repertorio ci sono canzoni bellissime. Unica nota su cui magari io avrei una obiezione è il fatto che tra Dee Snider e Jay Jay French hanno parlato per oltre 20 minuti e si sa io sono uno che bada più al sodo cioè alla musica (vedi Saxon). Devo però dire che i miei compagni d’avventura la pensavano diversamente ed hanno apprezzato molto i vari siparietti (sicuramente ben fatti) dei Twisted.

Voto: 10 



UFO (00.00-1.30) 


E’ appena passato l’uragano Twisted Sister che tocca ai veterani UFO di Phil Mogg e Pete Way (membro fondatore dei Fastway di Fast Clark che solo qualche ora prima hanno suonato sullo stesso palco). Ci sono due cose che non mi erano chiare di questa bill nell’arena Rock Legenda: una il fatto che gli UFO fossero co-headliner con i Twisted Sister ed al loro posto non ci fossero stati i Saxon; e l’altra cosa ancora più grave, la posizione in scaletta della band inglese. Io non voglio criticare gli UFO in quanto sono da sempre un loro fan, ricordo che sono loro gli inventori dell’Hard Rock melodico (sia chiaro non Aor ma Hard Rock) ma proprio perché il loro è un genere molto melodico e che non fa certo della velocità la sua arma migliore, inserirli subito dopo Dee Snider e soci è stata la cosa più sbagliata del festival. Il tutto a discapito dei Tesla che come vedremo hanno letteralmente “spaccato” ma ad un orario da veri sonnambuli. Veniamo ora al concerto, si apre il loro set con la bellissima “Mother Mary” da uno dei loro album storici “Force It” (dove suonava l’indimenticato Michael Shenker, checché se ne dica Vinnie Moore seppur bravissimo non si avvicina neppure lontanamente alla classe dell’Axeman tedesco). Gran balzo in avanti e arriviamo direttamente ad un pezzo del 2004 “When Daylight Goes to Town” opener di You Are Here.
Immediato ritorno ai grandi classici con “Let It Roll”, “The Kidds”, “I Am a Looser” e la veloce (riferito al loro repertorio) “Only You Can Rock Me”. Facendo il punto della situazione devo riconoscere una gran professionalità degli Ufo ma allo stesso tempo mancano di mordente, il pubblico sembra assonnato, sul momento penso che ciò sia dovuto all’orario ma forse c’era qualcos’altro. Il concerto non decolla nonostante una scaletta da urlo.Phil Mogg canta bene ma non riesce a coinvolgere il pubblico che probabilmente ha ancora nelle orecchie “We’re Not Gonna Take It”! Si prosegue con la ballad “Baby Blue”, “Fighting Man”, la bellissima “Love to Love”, “Too Hot Too Handle”, “Lights Out” ed il solito finale da favola con “Rock Bottom” che contiene uno dei più belli assoli di chitarra della storia del Rock . Devo però dire che l’interpretazione di Vinnie More non mi è piaciuta. Finale col loro cavallo di battaglia numero uno “Doctor, Doctor” e chiusura con la più veloce “Shoot Shoot” che il pubblico vuole a tutti i costie che la band esegue facendo riaccendere i microfoni e gli strumenti che i tecnici avevano già spento. Il concerto è finito e non si può dire che gli Ufo abbiano sbagliato qualcosa anzi tutto è filato liscio ma niente più. Peta Way solitamente molto scenografico, quasi non si è visto, Paul Raymond e Andy Parker perfetti come al solito, ma ripeto questa sera l’Ufo non è decollato.

Voto: 7,5 



TESLA (02.00-03.00) 


E’ ormai notte fonda o forse è meglio dire mattina presto visto che sono circa le 2.00 della Domenica mattina, quando stanno per entrare in scena gli americani Tesla capitanati da un Jeff Keith che si dimostrerà strepitoso. Cosa da non sottovalutare dei Tesla è il fatto che sono presenti in formazione praticamente originale, Jeff Keith alla voce, Frank Hannon alla chitarra, Troy Luccketta alla batteria, Brian Wheat al basso e unico membro non originale è il secondo chitarrista Dave Rude al posto dello storico Tommy Skeoch. Jeff Keith sembra davvero un ragazzino, alla faccia dei suoi 49 anni! In formissima fisicamente, abbigliamento casual e voce bella come sul disco se non ancora di più. Unico rammarico il fatto di suonare alle 02.00 , il loro show doveva avvenire subito dopo i Twisted Sister e prima degli Ufo. La platea era ormai stanchissima ma loro sono riusciti ugualmente a scaldare un pubblico che pareva ormai cadavere (grazie anche alla noiosa performance degli Ufo).
Si inizia con “Comin’ Atcha Live” tratta dal loro primo storico album “Mechanical Resonance”. Gli spettatori tornano a scaldarsi e si prosegue con “Modern Day Cowboy” anch’essa cavallo di battaglia tratta dallo stesso album. Terza track è invece “Hang Tough” opener del loro secondo album “The Great Radio Controversy”. Concerto che prende un po’ di respiro con due song molto melodiche e bellissime, “Sign” e “Love Song” si riparte con “Heaven’s Trail” seguita dalla titletrack del loro ultimo bellissimo album “Into The Now” del 2004. “Solution” da “Bust a Nut” e gran finale con un altro gran pezzo e loro cavallo di battaglia “Edison’s Medicine” da “Psychotic Supper”. Concludendo nonostante si sia arrivati già alle 03.00 del mattino, adesso siamo tutti più svegli grazie alla fenomenale performance di questa grande band, solido Hard Rock suonato alla perfezione, e quando una band suona così dal vivo lasciatemi dire che merita il mega applauso ricevuto all’uscita dal palco.

Voto: 10 



DIAMOND HEAD (03.30-04.30) 


Sono ormai già passate le 03.00 della Domenica mattina quando Brian Tatler e soci salgono sul palco dell’Arena Rock Legends, sarà loro l’ultimo atto di questo magnifico weekend all’insegna dell’Hard Rock e dell’Heavy Metal più classico (almeno per ciò che mi riguarda infatti la parte modernista non l’ho neppure presa in cosiderazione).
Ormai la platea è ridotta all’osso non ci sono più di due file di spettatori e la metà almeno hanno gli occhi socchiusi se non proprio chiusi del tutto! Io logicamente no e non mi perdo neppure un solo istante del concerto dei sempre mitici “Testa di Diamante”. Ok, Sean Harris non c’è più e sono pienamente d’accordo con coloro che lo rimpiangono, ma pur di vedere anzi sentire un concerto dei Diamond Head , mi va bene anche Nick Tart. Sulle note di “Am I Evil” si apre lo show , la prima song è la tiratissima “It’s Electric” dal loro immenso capolavoro “Lightning to The Nations” targato 1980. Brian Tatler è oggi l’unico membro originale della band anche se è rientrato Karl Wilcox dietro le pelli. Wilcox faceva parte della band quando a inizi anni ’90 i Diamond Head si riformarono ed è comunque un esperto dal momento che nell’anno di grazia 1980 faceva parte di un’altra storica NWOBHM band chiamata Requiem. Tornando al concerto la seconda song è proprio la titletrack del famoso “Lightning To The Nations” seguita da “Give It To Me” dal loro penultimo discreto album “All Will Be Revealed” , poi nuovamente con il classico “The Prince” e la prima delle nuove canzoni “The Planet And Me”. Riguardo questo pezzo, suona molto meglio on stage che su disco infatti non mi era assolutamente piaciuta la versione in studio mentre dal vivo pare provenire direttamente dal loro repertorio degli eighties. Ancora un classico con “The Heat Of The Night” seguita dalla seconda delle nuove canzoni “Skin On Skin”, qui l’impressione che avevo avuto ascoltando il CD viene confermata al 100% ovvero che si tratta di un pezzo moscio.
Il pubblico si divide esattamente in due, da una parte quelli che sbadigliano a più non posso e dall’altra quelli (come me) che continuano a scatenarsi ascoltando il vecchio repertorio dei Diamond Head. Ci prepariamo al gran finale con una bellissima esecuzione di “Helpless” dove gli assoli di Tatler sembrano non finire mai e chiusura da urlo con un pezzo il cui riff è uno dei più duri e famosi della storia dell’Heavy Metal “Am I Evil”. Che dire? Brian Tatler è risultato perfetto , il problema è che per una band di HM ci vuole un cantante HM mentre Nick Tart ha sì una voce carina ma molto propensa per AOR, in poche parole è agli antipodi dell’Heavy Metal. Il resto della band ha suonato in modo egregio, molto bravo Wilcox anche se non fa gridare al fenomeno.
Ricordiamoci anche che una band che suona intorno alle 04.00 del mattino subisce una penalizzazione enorme rispetto a tutte le altre. 
NB
Nella foto a destra potete notare come una deliziosa donzella inglese si appiccica la scaletta dei DH sulla mela e mi chiede di fotografarla. Ragazzi tutto questo in Italia non accade! HRH forever!

Voto: 8,5



CONCLUSIONI
A questo punto questo meraviglioso festival è finito, ma la nottata o mattinata continua con DJ e musica Rock. Purtroppo un errore nell’organizzare il viaggio (cioè abbiamo fissato l’aereo con partenza alle 12,00 da Bristol, questo vuol dire che abbiamo meno di un’ora di tempo per dormire prima di rimetterci in viaggio da Minehead per l’aeroporto di Bristol) ci costringe a rientrare in casa. Alla prossima edizione, alla quale sicuramente la “truppa” di From Burn to Now! parteciperà, resteremo un giorno in più così avremo modo di goderci tutto il Weekend a 360°. Ma del resto questa era la prima edizione e sbagliando si impara, oltretutto la cosa importante è che questo è stato il festival del Secolo e noi possiamo dire “Io c’ero!”. Logicamente di italiani neppure a parlarne, niente webzine grandi o presunte tali, niente riviste metal, ecc…unica eccezione Rock Hard Magazine che ha inviato Niccolò Carli e Elena per il conseguente report. Entrambi molto simpatici e preparati.
See you next year “HRH”! 

Ultime parole di killers:

11/11/07
Siamo arrivati alla fine del piu' bell'evento musicale del 2007 e non solo:  dopo essere stati svegli fino alle 5 di mattina tra panini, birre e megaconcerti di old school rock,
sitiamper andare a letto due ore scarse visto che la sveglia era prevista per le 7, per chiudere le valigie zeppe di note accumulate le sere precedenti e cd acquistati al mercatino tra un autografo e l'altro, salutare Minehead e partire con la nostra auto a noleggio destinazione aereoporto di Bristol.
Guidare a asinistra e' stato sufficentemente facile, dato che i paesini della bella campagna inglese che abbiamo attraversato nei giorni scorsi per arrivare nel luogo del concerto erano abbastanza deserti; velocita' moderata, qualche grattata al cambio quando non voleva entrare la prima marcia e qualche marciapiede e spartitraffico di troppo preso di "striscio" con le gomme della povera vettura dataci in dotazione dall'Hertz sono stati gli ingredienti del viaggio di ritorno che ci ha permesso di arrivare dopo due orette all'aereoporto di Bristol in tempo per inbarcarsi con l'aereo destinazione Bergamo.
Unica disavventura capitataci e' stata l'aver incontrato una porta d'accesso alle partenze internazionali che si e' aperta automaticamente in modo subdolo e maligno all'apparire di Killers che guidava la truppa di FromBurnToNow con seguito di valige che non accortosi della suddetta apertura andava a tirare una sonora capocciata con conseguente scoppio di ilarita' generale dei compagni di viaggio.
Dopo il ceck-in stanchi e incerottati (killers) ma soddisfatti dei giorni passati in mezzo alla nostra musica preferita abbiamo trascorso gli ultimi momenti d'attesa della partenza a parlare con l'inviato di RockHard di gusti musicali e dischi piu' o meno storici (tanto per cambiare argomento di discussione).
Arrivati a Bergamo ci siamo salutati con Xeper e signora, contando di rivederci presto in occasione del Play it loud 2 del prossimo anno; mentre Killers e Metalburn si sono fatti altre tre ore di autostrada per tornare in quel di Prato sempre accopagnati dal sottofondo musicale preferito, ancora sull'entusiasmo di questi due giorni la soundtrack è stata questa: Girlschool, Raven, Twisted Sister, Saxon, Tesla, a questo punto siamo arrivati a Prato.
rock on 

ps
un aneddoto

Mentre girellavamo in uno dei pochi momenti liberi in attesa del successivo concerto (se non ricordo male è stato subito dopo il concerto dei Raven), tra bancarelle di cd, magliette e gadget metal vari eravamo comunque alla ricerca di qualche personaggio caratterizzante il popolo metal, ecco che una ragazza si avvicina al Killers e al Metalburn con la macchina fotografica accompagnata da un tipo con i capelli impomatati a cresta appuntita di circa 30 cm. Dalle poche parole scambiate pensiamo di capire ( come al solito ) che la coppia voglia essere fotografata da noi con la propria macchina a mo' di ricordo, quando proprio la ragazza ci prende a braccetto e sorridente, rivolgendosi al ragazzo crestato dice di scattare la foto insieme a noi (strani tipi)  poi ci ringrazia soddisfatta e se ne va.
Erano stati i nostri giubbotti di jeans pieni di toppe anni 80 a solleticare la sua curiosita' e a volere un ricordo del concerto "HardRockHell" con due tipi cosi' particolari !
Puo' succedere solo nella grande Madre Patria Inghilterra!
God save U.K. 


Altro aneddoto di QueenBurn!

Ad ogni fine concerto come al solito salgono sul palco i vari roadies per preparare lo stesso alla band che sta per fare la sua entrata, ogni volta vedo un roadie dalla faccia familiare. La cosa mi incuriosisce e solo finiti i concerti mi viene in mente di chi si trattava. Era anzi è il bassista dei "Tygers Of Pan Tang" , un vero roadie!









Umberto “QueenBurn!" Meoni
Manuel “Xeper” Foglio 
Elena "Coverdale's Lover" Tortora
Maurizio "killers" Meoni


COMMENTI

Per scrivere un commento devi essere registrato.
Registrati o accedi inserendo Nome Utente e Password.
Username:
Password:


Autore: Neon Knight
Inserito il: 20/11/2007
Messaggio: Mamma mia i gruppi, la Storia che ha suonato sopra quel palco, non nascondo la mia invidia (nel senso buono) perchè avete visto tutte quelle band storiche... ci fosse un gruppo di quelli che puoi considerare sorvolabile, tutti magici e tutti "bloody great!". Giusto i primi non so chi siano, ma a leggere dai vostri pareri mi sembra di capire che sono veramente validi, quindi il discorso rimane lo stesso.

Autore: "Up the Irons"
Inserito il: 20/11/2007
Messaggio: sono assolutamente d'accordo con voi nel dire che questo č il concerto del millennio. Parola di "up the irons" il prossimo anno ci sarņ anch'io.

Autore: killers
Inserito il: 20/11/2007
Messaggio: se continua cosi' il prossimo anno dobbiamo andare in pulman al prossimo HRH
da quanti siamo.

Autore: MetalBurn!
Inserito il: 20/11/2007
Messaggio: Sicuramente se uno deve scegliere una sola uscita dall'Italia penso che non ci siano dubbi sul festival da scegliere! Logicamente attendiamo tutti la nuova bill, ma io ho fiducia.

Autore: marcone l'urlatore
Inserito il: 20/11/2007
Messaggio: Grande report,ragazzi,spero di poter venire alla prossima edizione!!!
P.S. 1983 Raven+Metallica era il Kill'em all for one Tour negli States ma le date europee ricordo che furono annullate per scarsa prevendita(vi ricorda qualcosa?)

Autore: TheClansman74
Inserito il: 21/11/2007
Messaggio: Bella (se volete anche ottima) giornata ma adatta praticamente solo a chi ama l'Hard Rock, inoltre NON si tratta del festival METAL del SECOLO, sapete com'è... le bill degli anni d'oro del Wacken e del Bang Your Head potrebbero offendersi.

Sono curioso di vedere poi che bill metteranno in piedi per il 2008, ma se rimane così specificatamente Hard Rock Oriented (non a caso il festival si chiama "Hard Rock Hell") dubito vi parteciperò in quanto è un genere che apprezzo ma non è il mio preferito in assoluto.

Sono sicuro però che le band che hanno suonato sono valide perchè le ho già viste praticamente tutte all'opera (in contesti diversi) e quindi sono sicuro che vi sarete divertiti.

P.s. Gli orari delle esibizioni sono però un bel pacco!
P.p.s. Bella rece.

Autore: MetalBurn!
Inserito il: 21/11/2007
Messaggio: Le bill dei wacken e hoa possono essere invidiose più che offese vista la bill stratosferica del HRH. Per quanto riguarda il nome è la stessa cosa di tutti i festival ovvero è solo un nome, al Gods Of Metal hanno suonato i Whitelion e al prossimo forse i Van Halen e che c'entrano col metal? All'HRH c'erano Raven, TS, Saxon, Girlschool, Avenger, Sabbat, più i vari Cradle... queste band sono HR? Poi le band HR come Gmt, Redline sono molto vicine all'HM e i Tesla se non sbaglio volevi andarli a vedere in Spagna?
Poi ripeto la location dell'HRH si mangia viva tutte quelle degli altri festival.

Autore: TheClansman74
Inserito il: 21/11/2007
Messaggio: La mia l'ho detta e per me il discorso è chiuso, comunque ho detto Bang Your Head e non HeadBangers Open Air (che è invece classicamente Underground). Mi sono dimenticato poi Lo Sweden Rock Festival che ha avuto nel recentissimo passato, qualche edizione in cui ha battuto TUTTI.

Autore: Neon Knight
Inserito il: 21/11/2007
Messaggio: Hard Rock?!
Sì, ci sono vari gruppi HR, ma moltissimi (forse la maggior parte) sono H/M... Diamond Head, Raven, Saxon, Avenger, Sabbat, le Girlschool etc etc...

Autore: MetalBurn!
Inserito il: 21/11/2007
Messaggio: Infatti Mario il festival era principalmente HM. Lo Sweden Rock Festival ha avuto delle edizioni veramente belle, forse è l'unico che può competere con l'HRH, ma non certo per la location.

Autore: TheClansman74
Inserito il: 21/11/2007
Messaggio: Non nascondentevi dietro un dito...la maggiorparte sono gruppi HR.
I gruppi HM che hanno suonato li e che mi interessano li ho già visti in altri festival (e sono passati anche tranquillamente in Italia)...tranne i Sabbat.


Autore: MetalBurn!
Inserito il: 21/11/2007
Messaggio: Certo che c'erano molte band Hard Rock! E altrettante Heavy Metal! e' proprio l'insieme di tutte queste band che fa dell'HRH il festival del Secolo!
Ps
Io ho visto i Maiden 15 volte, i Priest 11, i Deep Purple 11...
Questo per dire che a me non interessa vedere solo band mai viste anzi le band di valore me le rivedrei un miliardo di volte!

Autore: TheClansman74
Inserito il: 21/11/2007
Messaggio: Ultimo mio pensiero e poi non replico prioprio più perchè non mi va di ripetermi:

Hard Rock Hell = Wacken o Bang Your Head O Sweden Rock Festival (in piccolo)

=> HRH <> CONCERTO DEL SECOLO

Autore: Neon Knight
Inserito il: 21/11/2007
Messaggio: Il mio punto di vista rispecchia lo stesso di Umberto in pratica, anche se il suo parere vale ovviamente di più perchè è più esperto di me e perchè ha visto anche molti più concerti di me.
Ad ogni modo quello che penso è fondamentalmente che questo Hard Rock Hell Festival ha tanto gruppi HR quanto gruppi H/M, tante band underground quanto big band, quindi il massimo che uno può desiderare da un festival. Ciliegina sulla torta l'ottima organizzazione di cui ci hanno parlato Umberto, Manuel, Elena e Maurizio...


P.S.: Non è neanche costoso come festival... se considerate che il Gods Of Metal costa 55 € una sola giornata...

Autore: MetalBurn!
Inserito il: 21/11/2007
Messaggio: Mario ha detto: "Ad ogni modo quello che penso è fondamentalmente che questo Hard Rock Hell Festival ha tanto gruppi HR quanto gruppi H/M, tante band underground quanto big band, quindi il massimo che uno può desiderare da un festival. Ciliegina sulla torta l'ottima organizzazione di cui ci hanno parlato Umberto, Manuel, Elena e Maurizio..." la mia risposta non potrebbe essere più chiarificatrice di così!!!

Autore: The Rock
Inserito il: 21/11/2007
Messaggio: Se questo non è il festival del secolo allora sarà quello del Millennio. Io mi mangio le mani per non esserci potuto andare e pensare che Umberto me lo aveva chiesto piu di una volta. Ma per il 2008 sarò tra i primi appena qualcuno fisserà io ci sarò.

Autore: Neon Knight
Inserito il: 22/11/2007
Messaggio: Io sto pensando che se comincio ad organizzarmi sin da subito parlando anche con i miei e robe varie, il prossimo anno potrei essere della partita anche io! Dai, evento musicale clamoroso a parte (l'Hard Rock Hell Festival appunto) mi piacerebbe fare un viaggio con tutti voi, sono sicuro che ci divertiremmo!

Autore: MetalBurn!
Inserito il: 22/11/2007
Messaggio: Una vocina mi ha detto che i Tygers Of Pan Tang quasi sicuramente saranno all'Hard Rock Hell 2! Preparati Mario!

Autore: Neon Knight
Inserito il: 22/11/2007
Messaggio: Se ci saranno i Tygers ho già preparato le valige.

Autore: Neon Knight
Inserito il: 23/11/2007
Messaggio: "Where is the fucking pub?": secondo me se chiamassero il prossimo album così, con un titolo del genere si piazzerebbe in testa a tutte le classifiche mondiali. "Where Is The Fucking Pub?" è da sempre il nostro disco H/M preferito!

1 2