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MANILLA ROAD Play it Loud festival 2 23 Febbraio 2008 Buddha cafè Orzinuovi Brescia
Salgono finalmente sul palco del Buddha Cafè gli attesissimi headliner Manilla Road.
La band è ovviamente capitanata dal mitico Mark Shelton alla chitarra, che, però, come avviene ormai da diversi anni, si limita ad eseguire le backing vocals ed a cantare pochissimi pezzi, lasciando la quasi totalità delle “incombenze vocali” (diciamo un buon 85%) a Bryan “Hellroadie” Patrick.
I Manilla attaccano con due pezzi da Mystification (l’album più thrash metal della band), ovvero Masque of the red death e Death By the Hammer, scelta quantomeno insolita.
Il suono è buono, decisamente migliore di quello degli Helstar, ma il pubblico è inizialmente un po’ spento (sottoscritto compreso), forse a causa della stanchezza e dei decibel accumulati durante tutta la giornata.
Si prosegue con il primo vero e proprio classico della serata, ovvero Hammer of the Witches, e il pubblico comincia a scaldarsi.
La prestazione di Bryan Patrick dietro il microfono, a parte il look veramente scandaloso (io una camicia così non la metterei manco per andare al mare), è buona e, a tratti, la somiglianza con la voce del mastermind Shelton è davvero impressionante, soprattutto nel caratteristico timbro nasale.
Dicevamo del pubblico...la platea esplode per la prima volta quando irrompe la mitica Witches Brew, uno dei pezzi più belli dell’intera discografia della band, che viene eseguita alla perfezione con tanto di ululato introduttivo! Capolavoro.
Shelton, come detto, si limita a cantare pochissime parti ed ha una voce roca all’inverosimile, ma sentirlo cantare è comunque un’emozione, tanto quanto sentire i suoi particolari e fantastici assoli di chitarra, componente fondamentale del Manilla Road sound!
Dopo due estratti dalla loro discografia più recente (Resurrection e Riddle of Steel), che continuano a non entusiasmarmi, è la volta di un altro classico immortale, ovvero Divine Victim, a mio avviso la migliore canzone del capolavoro The Deluge.
Due parole sulla sezione ritmica. Sicuramente buona, precisa e potente, ma l’attuale abtterista m’è parso un po’ troppo “funambolico” per lo stile dei Manilla.
A questo punto, i Manilla Road ci sparano in faccia la mitica Flaming Metal System, una delle canzoni più acclamate in assoluto dell’intero concerto (...e ci credo!), nonchè uno dei pezzi cantati meglio da Bryan.
C’è anche il tempo per proporre due estratti dal nuovo album (uscito in Italia proprio il giorno del PIL), ovvero Blood Eagle e la composita titletrack Voyager, che mi paiono, ad un primo ascolto, di livello decisamente più alto rispetto alle ultime uscite della band.
Il finale di concerto è, invece, composto solo da pietre miliari dell’HM americano!
E’ la volta, innanzitutto, di uno dei miei pezzi preferiti della band, ovvero l’anthemica e veloce Road of Kings, tratta da Open The Gates che non mi sarei aspettato di sentire e che rappresenta, a mio parere, il climax assoluto del concerto, anche grazie al suo fantastico refrain (Conquer for life inside your dreams, We'll never outlive all the schemes...Of darker spirits in between, We're on the road, the Road of Kings!!!).
Tocca poi a due estratti dall’altro masterpiece della band, il fondamentale Crystal Logc, ovvero l’epicissima The Riddle Master (con tanto di “nanananaaaaaaaaaa!!!” cantato a gran voce dai presenti) e di uno dei veri e propri inni della band, Necropolis, cantata quasi interamente da Shelton e che è stata sicuramente la canzone più acclamata dell’esibizione degli headliner, con tutto il pubblico a tirar fuori le ultime energie residue ed urlare a squarciagola “Lost in Necropolis!”.
Lo show dei Manilla si conclude, con un pubblico ormai conquistato, nonostante la freddezza iniziale, nello stesso modo in cui era cominciato, ovvero con un estratto da Mystification.
La band americana, infatti, decide (un po’ stranamente) di chiudere lo show con la devastante e thrash metal al 100% “Up from the Crypt”.
Al termine della canzone...cori ed ancora cori per i Manilla Road e Mark The Shark ed il sipario cala su una splendida giornata di metallo e sulla seconda edizione di questo grandioso festival, che speriamo diventi un appuntamento fisso della stagione concertistica!
PLAY IT LOUDER!!!
Emanuele “Gunfighter” Assereto
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