Saxon    "Into the Labyrinth"      2009      SPV



Ho atteso molto prima di scrivere questa recensione, il motivo e’ semplice, il disco non mi convinceva ma trattandosi di una band storica come i Saxon volevo averne la certezza. Chi mi conosce sa benissimo che la band londinese è una delle mie preferite ma ciò non toglie che io sia razionale e realista in fase di recensione, in poche parole io non scrivo accecato dal mito della band (credo di averne dato ampiamente prova anche con le recensioni di Judas Priest, Tesla, Queen(?), Ozzy…).
Io divido la carriera dei Saxon in 4 fasi, la prima è quella della band (insieme agli Iron Maiden e Def Leppard) che ha rilanciato la musica heavy metal in tutto il mondo, essendo una delle primissime band della mitica New Wave of British Heavy Metal. I Saxon (in origine Son of Bitch) scrissero tra il 1979 e il 1983 5 album capolavoro (Bibbia dell’HM) e un live strepitoso, poi accadde l’inevitabile.
Forse non è proprio corretto scrivere “inevitabile” (agli Iron Maiden non accadde per cui tanto inevitabile non era) ma questo è ciò che accadde al 99% delle band HM inglesi ovvero un fortissimo addolcimento del sound per andare  incontro alla musica Aor tanto in voga oltre oceano e il verde filigrana appannava gli occhi di artisti e case discografiche!
Certo  Biff e compagni erano in buona compagnia, tra tutti Jaguar, Tokyo Blade, Demon, Tygers of Pan Tang, Diamond Head…(tutte band che passarono dall’heavy metal all’aor o cmq sound addolcitissimi) ma nessuna di queste band sfondò oltre oceano e nella madre patria Inghilterra questi dischi dal nuovo sound suonarono come schiaffi nel viso ai vecchi fans che abbandonarono le sopracitate band, inutile dire che non arrivarno nuovi fans.  Mentre i Saxon pubblicavano il loro disco del “tradimento” Crusader, un’altra band di Londra pubblicò un certo “Powerslave” ovvero HM puro e i risultati si videro (sia di qualità che di vendite). Come ho detto con "Power and the Glory" (per alcuni con "Denim and Leather") finisce il capitolo band storica/band che ha fatto scuola/ band di successo. Con "Crusader" la cui titletrack è favolosa inizia il periodo melodico (che oggi molti amano ma all’epoca fu vissuto come un vero e proprio tradimento) per tutti gli anni ottanta. Nei novanta si reinventa una musica più heavy in stile vecchi album ma senza la magia del mitico primo poker. Album belli e piacevoli da ascoltare ma non pietre miliari. Nei 2000’s la fase heavy “moderno” dove si possono ascoltare sonorità “troppo moderne” per i vecchi fans e amanti della musica anni 70 e80 come me. Certo ci sono dei buoni dischi come ad esempio il penultimo “The Inner Sanctum” ma è ben poca cosa per la band che ha dato il via al fenomeno dell’heavy metal a inizio anni ottanta. Mi fermo qua perché so che potrei scrivere 100 pagine su questa grande band, ma veniamo a Into the Labyrinth.
Come ho accennato prima, troppo sound moderno per le mie orecchie. Non è certo un brutto disco e forse molti ragazzi più giovani lo apprezzeranno, non io questo è sicuro. Buona 'opener“Battlions of Steel” anche se non si arriva ai livelli di “Lionhearth” (album discreto ma titletrack da urlo) ma grandi Saxon. Canzone trascinante che da vivo farà la sua sporca figura. “Live to Rock” è il classico singolone, carina ma dai Saxon voglio molto di più. La storia vuole che quando compare la parola “Rock“ nel titolo di una canzone si tratti di un brano commerciale e qua la conferma è netta.
“Demon Sweeney Todd”, dopo un breve arpeggio (praticamente uguale al capolavoro di Ozzy "Killer of Giants") parte a razzo ed è un altro brano che dal vivo farà sfracelli. Il riff è moderno ma il brano è valido e in certe occasioni si può pure soprassedere a certi suoni oltretutto c’è anche un bell’assolo, direi che insieme a "Battalions of Steel" si tratta del miglior brano dell’album.
Un arpeggio apre “The Letter”, breve canzone di 40 secondi circa, segue “Valley of the Kings”, altro brano piacevole dal bel ritornello ma “troppo” nello standard del genere! Momento blueseggiante con “Slow Lane Blues”, carina ma niente più.
Dalla settima traccia in avanti il “modernismo” regna padrone per cui io non proseguo nella recensione track by track. Lo so che molti mi tacciano di “integralismo musicale” ma io non riesco a passare sopra a certi suoni, oltretutto su brani mediocri. Per me i Saxon sbagliarono a segure la moda "melodica" di metà anni ottanta (la storia conferma) e anche adesso a seguire la moda del modernismo. Concludendo dico che dal vivo non me li perderò mai (nei limiti delle mie possibilità) ma prima di ricomprare un loro disco ci penserò due volte. Almeno così andrebbe fatto, intanto mi vado a mettere nello stereo "Strong Arm of the Law"!


Voto 5- / 10 


01 Battalions Of Steel
02 Live To Rock
03 Demon Sweeney Todd
04 The Letter
05 Valley Of The Kings
06 Slow Lane Blues
07 Crime Of Passion
08 Premonition in D Minor
09 Voice
10 Protect Yourselves
11 Hellcat
12 Come Rock Of Ages (The Circle Is Complete)
13 Coming Home (Bottleneck Version


Umberto “MetalBurn” Meoni



COMMENTI

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Autore: Flavio DiAnno
Inserito il: 28/05/2009
Messaggio: Non ci siamo.
Dopo un capolavoro come inner sanctum, degno di stare a fianco ai primi 4 dischi, mi sfornano questo dischino.
Carino per carità, si lascia ascoltare gradevolmente e alcuni pezzi sono molto belli, ma inner sanctum rimane il migliore dei dischi dei saxon del nuovo millennio

Autore: Xeper
Inserito il: 28/05/2009
Messaggio: guarda...concordo su alcuni punti della tua analisi, però per me il risultato è diverso.

1. è vero, fino a slow lane blues è un buon disco, poi scade troppo nel modernismo.
2. i riff sono più moderni, anche rispetto al precedente the inner sanctum che rimane un grandissimo disco.
3. l'album a mio avviso però è buono, soprattutto battallions, demon e valley sono tre ottime canzoni, quindi direi che per quanto mi riguarda il disco la sufficienza piena la raggiunge, soprattutto se paragonato ad uscite di altre band "storiche" (non agli H&H però, quelli sono mostri sacri)...

ti posso assicurare per esperienza persona che i nuovi brani dal vivo, esclusa hellcat, hanno veramente un ottimo tiro e si fanno ascoltare bene...poi però motorcycle man ti riporta ad un altro pianeta!