IAN GILLAN
ROGER GLOVER
IAN PAICE
STEVE MORSE
DON AIREY
Non mi sono dimenticato di scrivere quale strumento suonano i musicisti, ma dal momento che sto parlando della band che ha fondato l’Hard Rock, ciò mi sembrava superfluo.
A distanza di otto mesi ( li avevo visti l’ultima volta il 10 luglio a Cattolica) ho la fortuna di rivedere i mitici Deep Purple in concerto. Siamo a Parma in un Palasport gremito, i biglietti erano già finiti qualche settimana fa. Sono stati poi rimessi in vendita, ma molti spettatori si sono dovuti accontentare di vedere o meglio di non vedere i Purple, in quanto erano seduti troppo lateralmente.
Fa sempre piacere vedere tanti giovani ad un concerto di Hard Rock o di Heavy Metal. Specialmente in un periodo post Sanremo come adesso! Dopo il gruppo di apertura , sul quale mi astengo nel fare commenti, arrivano più o meno in orario i cinque eroi Profondo Porpora.
Non starò ad elencare tutta la scaletta , che potrete trovare tranquillamente sul web. I punti salienti sono stati l’inizio con “Picture of Home”dove abbiamo visto una band arzillissima ed un Gillan (in quel momento) in ottima forma. Io resto dell’idea che come opining track ci dovrebbe essere qualcosa di più trascinante. Non mi e’ mai piaciuta neppure “Woman From Tokyo” per aprire i concerti. L’ideale sarebbe “Speed King”o “Fireball” o ancora “Gipsy’s Kiss”.Per fare arrivare qualche brivido abbiamo dovuto aspettare qualche canzone, almeno per me nonostante sia piaciuta molto anche “Woman From Tokyo”, e’ stato con “Fireball” che mi sono lanciato nelle prime file tra gli”Headbangers”.L’impianto luci è sempre valido , come ormai ci hanno abituato i Deep Purple, l’audio è discreto per tutta la durata del concerto.
Forse i pignoli avranno da obiettare, ma con quello che si sente ultimamente ai concerti ( compresi i grandi festival) penso ci sia da essere soddisfatti. I primi passaggi a vuoto di Gillan si sono potuti sentire su “Fireball” ma l’apice è stato su “Lazy”, dove Gillan ha letteralmente evitato di cantare le parti acute della canzone. E’ stato un alternarsi di vecchie e piu’ recenti song. Roger Glover era scatenato e’ stato molto bello vedere come ci si può divertire ancora tanto a quella età e nonostante lemigliaia di concerti alle spalle ( in ogni parte del globo). Maneggiava il suo basso quasi fosse Lemmy!
Steve Morse bravissimo, tecnicamente ineccepibile, ma manca della magia di Ritchie Blacmore e del suo carisma. Se dal vivo se la cava comunque bene, e’ in fase compositiva che mostra i suoi limiti. Piacevole "Wrong Man".
Ian Paice si diletta in un mini assolo di batteria , dico mini pensando a quello che era abituato a fare su “The Mule”. Comunque vedere e ascoltare il vecchio Ian alla batteria e’ sempre uno spettacolo. Don Airey si scatena alle tastiere come faceva Lord, in assoli belli e divertenti . Si cementa anche in riff incredibili come quello su “Space Truckin’”. Lunghissimo intro per “Perfect Stranger”. Abbiamo constatato fin dall’inizio che Gillan non stava bene fisicamente, ne abbiamo avuto la conferma nei backstage a fine concerto .
Finale come al solito stratosferico con “Highway Star”( il cui assolo di chitarra lo ritengo il più bello della storia del rock), “Smoke On The Water”( questa volta e’ il riff ad essere il più bello della storia del rock), “Hush” ( primo successo dei Deep Purple), “Black Night” ( chiamata a gran voce dal pubblico), per il gran finale. Tutti sperano che i Purple ritornino sul palco, ma questa volta e’ veramente la fine del concerto. Ci avviamo nei backstage per vedere se riusciamo ad incontrare i mitici inglesi.
C’e’ una gran folla che li attende per una foto o per un autografo. La costanza premia e dopo circa un’ ora , arriva per primo arriva Steve Morse , disponibilissimo sia ad effettuare autografi che a farsi scattare foto.
Poi nell’ordine arrivano : Roger Glover; Don Airey; Ian Paice. Sono stato felicissimo di poter avere un autografo per ognuno dei quattro ed una foto insieme ai miei idoli Ian e Roger.
Lunga attesa per Ian Gillan, e dopo circa 40/50 minuti una addetto della security ci informa che Gillan sta male, stava già male durante il concerto e lo si poteva vedere da alcune pose ( notate le foto) che aveva sul palco. Perciò se ne va direttamente sull’auto, e noi ce ne torniamo a casa sapendo che ci aspetta un viaggio di circa 2 ore , ma ne è valsa la pena e la prossima volta io sarò nuovamente là ad applaudirli! Vorrei soffermarmi ancora una volta, nel far notare che tra il pubblico, c'erano persone di tutte le età. Dai giovanissimi di 12 o 13 anni, ai 17/18 , ai 30/40 e anche i coetanei di Gillan e soci. Questa è la dimostrazione che nonostante i media italiani trascurino del tutto la musica Hard Rock e Heavy Metal, la "Leggenda color Porpora" è ancora viva!
QueenBurn!
COMMENTI
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Autore:
Nuvola
Inserito il:
29/03/2007
Messaggio:
Splendido sito! Oddio adesso farò parte anche io dell'etere!!! Scherzi a parte, complimenti ancora.. e per quanto concerne il concerto: FANTASTICO!!!
Autore:
Marco Sirocchi
Inserito il:
29/04/2007
Messaggio:
Oi grandissimo ti ricordi di me? Quello con i capelli lunghi sulla destra nella foto. Ottima recensione, molto senita. Un grazie immenso per averci citati come gli Headbangers del concerto. Un saluto, questa è la mia mail fatti sentire: syrocks@libero.it
A presto a qualche concerto fottutamente Heavy Metal!
Ah dimeticavo, ottimo sito, finalemtne qualcosa che tratti della vecchia cara musica anni '70/'80!
Autore:
MetalBurn!
Inserito il:
30/04/2007
Messaggio:
Ciao Marco! Certo che mi ricordo di te. Mi fa piacere che ti piaccia il sito, se hai qualche suggerimento, lo accetto volentieri. Ci vediamo al prossimo Heavy Show!
Autore:
diego 73
Inserito il:
28/06/2007
Messaggio:
Un grazie infinito agli autori di questo sito che rende veramente giustizia alla musica che amo di più. Comunuque i Deep sono sempre i Deep..... leggendari.