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GOTTHARD Live Club, Trezzo sull'Adda 25/10/2009
Questo monicker rappresenta oggi in ambito hard rock il prodotto di esportazione migliore che la Svizzera proponga (e penso in termini di fama secondi solo ai Krokus, che tuttavia oggi godono di molto meno seguito e di vendite infinitamente più basse, definibili come i padrini visto i rapporti stretti tra Chris Von Ror e appunto il progetto Gotthard ed il progetto China). Una band nata proprio nel priodo in cui il mercato musicale del settore cominciava ad essere alquanto saturo e la cosiddetta “svolta grunge” era quasi alle porte (se contiamo che l'esordio discografico della band è datato 1992). Preciso fin da subito che il motivo per cui sono andato a vederli (chi mi conosce sa che non sono mai stato un loro fan) è per capire se questa band mi piace o non riesce proprio a farmi scattare quella molla che mi spinge a mettere un loro cd nello stereo o andare dal negoziante di fiducia a dirgli se ha l'ultimo arrivato in casa Gotthard. Visti nel 2005 al Tradate Iron Fest rimasi tendenzialmente neutro alla loro esibizione ma per due buoni motivi. Il primo era che non li conoscevo proprio, il secondo che suonarono come headliner subito dopo Axel Rudi Pell che per me rappresentava e rappresenta tutt'oggi una band di altro livello (parlo di insieme) e di caratura veramente sopraffina (in sostanza, ero andato per loro quindi dopo averli visti ero soddisfatto). Tornando a bomba, vado per darmi una seconda chance con un gruppo che comunque propone un genere che ascolto da qualche annetto e che in teoria dovrebbe piacermi.
Il Live Club è la location della data milanese (ultima delle tre date previste nel nostro paese), ed al mio arrivo (in compagnia del fedele amico Emanuele “Gunfighter”) poco prima dell'inizio della band di Leo Leoni e Steve Lee (non posso quindi dire nulla sull'esibizione dei Clairvoyants che hanno aperto la serata proponendo il loro materiale inedito) il locale è praticamente pieno zeppo. Primo “wow” della serata insomma, non pensavo che con tre date ravvicinate e soprattutto dopo che l'ultima apparizione milanese era stata al vecchio Transilvania Live (che rispetto al live è grande circa quanto il palco, ahahahaha) il Live Club fosse così gremito. Ad occhio e croce tra le 1.500 e le 2.000 persone. Tempo di trovare il posto giusto da cui godersi il concerto che le luci si spengono e lo spettacolo inizia. E qui scatta il secondo “wow” della serata. Infatti appena fa la sua imperiosa entrata sul palco il cantante Steve Lee scoppio a ridere e guardo Ema con aria scioccata! Ma chi è entrato sul palco, il cantante dei Gotthard, oppure un perfetto clone di quel cantante, si quello li che dopo aver cantato nei Deep Purple ha fondato un gruppo con un nome un po' bizzarro (mi sembra si chiamasse Whitesnake, ma dovrei controllare)...ah si ecco, David Coverdale si chiamava quel cantante, mi sembra che oggi sia anora in attività tra l'altro (mannaggia la memoria). Stesse scarpe (All Star bianche), stessi pantaloni (neri attillati), stessa camicia (bianca e sbottonata in modo strategico per mettere in mostra quello che c'è da mettere in mostra), ecco mancava giusto il rosario (se non sbaglio, magari non l'ho visto) e spero che il microfono non fosse un Sennheiser pure quello di Steve Lee (fortuna che faccia e capelli sono diversi)! Comiche a parte (si fa per scherzare, sia chiaro, anche se l'ispirazione direi che è qualcosa di più dell'evidente!), ci metto poche canzoni per capire che il frontman dei Gotthard è un signor frontman, come non ce ne sono molti rimasti vivi oggi al mondo. Ok, sarà facilitato dalla lingua visto che parla perfettamente italiano, ma tanto la sua voce durante le canzoni quanto il suo carisma durante le pause mettono in luce un grande personaggio dotato di una capacità di interazione col pubblico molto alta (battute, gag come quella dell'armonica in tasca in cui le ambiguità si sprecano) e spalleggiato in modo perfetto dal chitarrista Leo Leoni, altro personaggio perno della band.
Comunque, parlando di musica, la scaletta (la trovate per esteso in fondo al report, evito in questa occasione di tediarvi con una song by song) contiene moltissimi estratti dal nuovo disco, ben sette delle canzoni suonate sono prese da “Need To Believe”, disco che ho poco apprezzato da ascoltare per via delle sonorità un po' troppo moderne per i miei gusti, anche se dal vivo fortunatamente sono riuscite decisamente meglio (nulla però a che vedere con i pezzi dei dischi vecchi) con un approccio bello rock e suoni più classici. Il resto della scaletta si è concentrato sulla discografia più recente, propnendo alcuni estratti da “Domino Effect” (“Gone Too Far”, “The Oscar Goes To...” e “Now”), da “Human Zoo” piuttosto che da “Lipservice” ed una serie di aggiunte da altri album più datati (immancabile la solita cover di Hush per cui hanno anche inciso un video musicale e che ormai fa spesso parte delle setlist che la band propone). Il pezzo forte del concerto è stato secondo me il set acustico proposto circa a metà scaletta. Lungi da me ricordare i pezzi che sono stati eseguiti (mi sembra fossero 3 di cui sicuramente uno è stato “Heaven”, comunque tutti scelti dal pubblico) però ricordo benissimo di averli vissuti con trasporto. Qui si vedono spesso le reali capacità di una band (nello specifico solo voce e chitarra) e tanto di cappello a questi due musicisti perchè hanno veramente suonato brani alla perfezione, con un plauso speciale alla voce cristallina e terribilmente estesa di Steve Lee, ugola d'oro nel vero senso della parola. La conclusione del concerto è affidata alla trascinante e coinvolgente “Anytime, Anywhere” con cui la band si congeda dal pubblico milanese dopo circa un'ora e mezza di concerto (non tanto, effettivamente ci si poteva aspettare qualcosa di più visto che la forma era smagliante e di certo il pubblico avrebbe gradito).
Per concludere direi che se le canzoni continuano a non coinvolgermi particolarmente, li apprezzo ma non è scattata neanche stavolta la molla che mi spinge ad ascoltarli ogni tanto, a dire mettiamo su un pezzo dei Gotthard, non posso negare di aver assistito ad un concerto di hard rock coi controfiocchi, perfetto sotto tutti i punti di vista soprattutto audio, si sentiva meravigliosamente bene, nessun tipo di sbavatura. Per il resto che dire, la band poggia saldamente su questi due personaggi, il resto lo vedo molto come contorno, diciamo che se cambiassero nessuno ne sentirebbe la mancanza. L'importante è che al loro posto rimangano Leo Leoni e Steve Lee. Per quanto mi riguarda beh, non so se ci sarà una prossima volta...il mio è un giudizio assolutamente personale e spero di essere comunque stato oggettivo nell'esporre i fatti, resta però che a livello di feeling non provo nulla come non ho provato nulla nel 2005. Forse i Gotthard non fanno per me...ma se siete amanti di quelle sonorità e avete voglia di vedervi un bel concerto (se si è in compagnia tutto di guadagnato) beh andate a vederli perchè comunque ne vale la pena.
Manuel “Xeper” Foglio
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| Autore: |
Flavio DiAnno |
| Inserito il: |
14/01/2010 |
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Sono contento che comunque li hai graditi live.
Non inventano nulla di nuovo, è il solito hard rock, molto influenzato da chi hai citato te, ma si lasciano ascoltare gradevolmente.
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| Autore: |
Xeper |
| Inserito il: |
19/01/2010 |
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Grazie Flavio...beh ho cercato di essere abbastanza obiettivo. Rimane comunque il dato di fatto che sullo stereo di casa mia, mai e poi mai mi viene in mente di metterli su. Dal vivo sono però un gruppo molto in gamba, soprattutto seri e professionali.
peccato che siano svizzeri, ahahahahaha. |
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| Autore: |
Flavio DiAnno |
| Inserito il: |
19/01/2010 |
| Messaggio: |
Comunque, se non l'hai fatto, ti consiglio di ascoltare i primi 3 dischi (gotthard, dial hard, e G). Sono veramente ottimi, e per la discografia recente è consigliato Lipservice. |
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| Autore: |
MetalBurn! |
| Inserito il: |
31/01/2010 |
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Ma questo è il figlio illegittimo di Coverdale??? |
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| Autore: |
Flavio DiAnno |
| Inserito il: |
31/01/2010 |
| Messaggio: |
esatto! |
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| Autore: |
Xeper |
| Inserito il: |
01/02/2010 |
| Messaggio: |
per quanto ho visto anche tempest si aggiunge alla lista, ahahahah... |
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