Iintervista a  GIULIANO MAZZARDI della MYGRAVEYARDPRODUCIONS in esclusiva per From Burn to Now!



E’ stata dura ma alla fine siamo riusciti a buttare nel calderone dell’impasto metal anche il boss della My Graveyard Productions Giuliano “Heavy Metal Man Of Steel” Mazzardi. Un amico prima di tutto ma anche un uomo dalle mille risorse e idee che ci ha beneficiato di una conversazione in cui rimarca a chiare lettere che la passione e la perseveranza sono ideali che non vale la pena abbandonare! E a ragion guadagnata oltretutto.
A voi il piccolo grande uomo che sta rendendo grande (almeno ci prova) il Metal in Italia.


1) Ciao Giuliano, è finalmente arrivata l’ora x anche per te, e non potrai tirarti indietro anche se so già che stai rimuginando dentro di te, eheheh. Prima di iniziare ti chiedo una confidenza: ma perché sei così restio al voler rilasciare interviste?

Ciao Francesco! Innanzitutto grazie per questa intervista che vedo molto impegnativa (eh eh..)
Il fatto di essere restio a rilasciare interviste non è poi cosi vero… ne trovi un altro paio in rete anche sono di tempo fa ( Appunto, sono di MOOLTO tempo fa!! NdA) Diciamo che preferisco siano intervistate le bands che sicuramente hanno piu cose da dire rispetto a me e forse anche piu interessanti!
Scherzi a parte, ho accettato di essere messo al torchio da te e spero proprio di uscirne indenne! (ah..ah!!!) (Io non sarei così tanto felice! NdA)


2) Ok facciamoci seri adesso; il tuo nome, o se preferisci quello della tua etichetta My Graveyard Productions, è diventato da qualche anno a questa parte sinonimo di garanzia in fatto di uscite discografiche italiane; infatti le ormai numerose produzioni griffate My Graveyard hanno riscosso e riscuotono un certo successo qui in Italia e all’estero. Ma ci vuoi dire cos’è che ti ha fatto sobbalzare in testa l’idea di fondare una tua etichetta?

Come ben sai macino musica pesante sin dagli albori del tempo, (eh..si..non sono piu giovincello!) sempre con grande passione ed entusiasmo. Ho vissuto la cosiddetta (dagli esperti!) “Golden era” degli anni ’80…il grande sconvolgimento dei ’90 e sono arrivato negli anni 2000 sempre fedele ad un certo modo di intendere l Heavy Metal, nonostante i grossi cambiamenti che la nostra amata musica ha attraversato in quasi 3 decadi.
La cosa che dagli ’80 ad oggi non era cambiata invece era il Metal made in Italy. Tante bands validissime praticamente ignorate, sepolte dai generi musicali in voga al momento, dall’ottusità di ascoltatori legati solo al fattore estero, o semplicemente bands ritenute magari alla frutta, sorta di dinosauri sepolti in ere lontane o giovani talenti perfettamente sconosciuti e senza chance con la sola colpa di suonare puro Heavy Metal, genere sempre piu di nicchia (!!) nel marasma delle varie contaminazioni ed etichettature imposte dai media e dal music biz.
Da qui l’idea nel 2005 (in piena crisi discografica) di aprire una label.
Il desiderio di dare una chance a quelle band italiane che intendono un certo modo di fare HM. Il tutto in modo molto umile ovviamente, volevo dare un mio piccolissimo contributo a quella musica che fino ad ora avevo seguito ( e continuo a fare) in modo “passivo” cioè da ascoltatore, acquirente, frequentatore di concerti…ecc….




3) Già da quando personalmente ricevetti le tue prime produzioni mi resi conto, oltre al fatto di notare l’inequivocabile bravura e talento delle band sotto contratto My Graveyard, che le produzioni non sono per così dire dirette in un'unica direzione, ma spaziano dal genere più duro come l’horror metal, a quello più stradaiolo, avendo come punto di riferimento comunque il metal classico. E’ una scelta mirata che hai voluto improntare all’etichetta per non farla rimanere impantanata in un mercato distinto, magari senza sfondi reali come fanno altri, o è la visione a 360° del metal come era negli anni 80 che ti ha spinto a questo?

Diciamo entrambe le cose.
La visione che ho io dell Heavy Metal è quella di stampo prettamente ottantiano, il che non vuol dire essere monocordi, monotematici o con il paraocchi…anzi..il contrario!
In quegli anni sotto la voce musica pesante ci trovavi (e si ascoltavano) dagli Europe agli Slayer, dai Motley Crue ai Testament, dai Ratt ai Carnivore…si era comunque piu aperti a tutto quello che veniva offerto. Ovvio che poi ognuno aveva i suoi gusti personali ma non era difficile trovare insieme nelle discografie dei ragazzi i dischi di bands citate poco sopra.
Oggi si è piu settoriali, si punta piu a seguire un solo genere, si creano corridoi a senso unico. Ecco, la mia visione è, come dici tu, piu a 360° e ho voluto riversarla sulla label.
Ecco perché tra le nostre produzioni puoi trovare cose molto diverse tra loro a livello stilistico e musicale, ma tutte riunite sotto l unica bandiera di una certa attitudine e modo d’intendere, proprio come allora. In questo modo oltretutto è piu facile coprire un po’ tutti i gusti.
Credo inoltre che il fossilizzarsi su un'unica frangia e direzione musicale risulti alla lunga un po’ noioso ed il rischio è di fare dischi in fotocopia solo per cavalcare un’ onda.
Alla fine come vedi tutte le varie diramazioni nate in questi anni accolte inizialmente come rivoluzioni hanno avuto il loro culmine ma poi sono ritornate nell oblio (new metal, grunge, metal core, power sinfonico, industrial). L Heavy Metal tradizionale, con alti e bassi, è ancora qui invece, regge il tempo…come pure l Hard Rock….


4) Attraverso un’analisi accurata, mi sono fatto la mia personale idea che in Italia di vero discografico che punta al bene del movimento e a valorizzare le bands nostrane ci sia solo tu e nessun altro. Voglio dire, senza nulla togliere ad altre etichette che operano nella penisola, io non vedo in loro la capacità esponenziale che la My Graveyard si sta costruendo passo dopo passo. Sei d’accordo con quanto ho detto?


Mmmmmm…….Confermo che questa è una tua personale idea!!! (ah..ah!!) (Siamo proprio sicuri??? NdA)
La My Graveyard è una label giovane, tante altre label operano da anni nel settore con buoni lavori E ottimi risultati. Forse la differenza è che la MGP cerca appunto di ricreare un movimento piuttosto che fermarsi al singolo episodio, una certa continuità per tenere viva scena..questo forse si..anche se è presto per avere questo tipo di visione….


5) Come tutti sanno la My Graveyard è specializzata nel mettere in evidenza le bands del panorama italiano. Tu sai che il metal italiano fin dal principio è sempre stato visto con diffidenza e trattato con altrettanta sufficienza, sia da parte degli italiani stessi che non hanno saputo valorizzare certe bands, sia da parte dell’estero. Ora, dopo un periodo apparentemente splendido ma crollato rovinosamente dopo una manciata di anni (mi riferisco al boom di fine anni 90) il metal italiano ha alzato prepotentemente la cresta e vuole urlare al mondo che esiste ed è più in forma che mai. Come stanno andando per il momento le vendite delle tue produzioni in terra italica? 


Le band italiane hanno veramente raggiunto livelli di tecnica e fantasia molto alti..spesso e
volentieri addirittura superiori ai colleghi esteri. Le vendite in Italia non sono idilliache, causa il solito ed annoso problema che affligge il pubblico italiano: esterofilia e poca voglia di ascoltare bands nuove, meglio adagiarsi sui grossi nomi…..
Questo ovviamente è un discorso generico, c’è comunque una frangia di sostenitori del Made in Italy; considera poi che il Metal Classico non è il genere trend del momento (a parte i mostri sacri che ancora tirano avanti la baracca)
Qualcosa sta sicuramente cambiando e pian piano si muove….ma siamo ancora molto lontani. Certo, l’offrire al pubblico con continuità la possibilità di ascoltare nuove bands italiane, e dar la possibilità alle band storiche di poter fare ancora dischi aiuta molto a far crescere l interesse anche nei ragazzi piu giovani. Diciamo che in Italia la qualità non và di pari passo con le vendite.



6) Per ricollegarmi alla domanda di prima, tu sai che le bands italiane nel nostro paese hanno faticato non poco a mettersi in luce, complice anche la mancanza d un’etichetta valida che li supportasse a dovere. Da qualche anno a questa parte stiamo assistendo a una rinascita costante del movimento tricolore grazie a tanti come back provenienti dagli anni 80, ma anche grazie alla nascita di nuove leve che secondo me non hanno niente da invidiare ai nomi più blasonati dell’estero e questo è dovuto secondo me anche grazie alla tua etichetta
Ti senti un po il salvatore del metal nostrano?

Ahahahha..Francesco, usi paroloni grossi..ahahhaha ( Perché tutta questa autocommiserazione??NdA)
Diciamo che ho cercato di ricostruire interesse intorno a quelle bands storiche che avevano ancora tanto da dire (e da dare) ma a cui non era concesso. Bands come la Strana, i Crying Steel, Skanners, Dark Quarterer…tutti gruppi di altissimo valore compositivo e di grande padronanza del palco che chissà per quale motivo erano state “dimenticate”,ora che sono nuovamente in pista hanno anche la possibilità di farsi ascoltare dai piu giovani e questo serve a portare avanti la scena,a non farla morire ma anzi, a valorizzarla ancora piu di quanto sia stato fatto nei tempi scorsi. Stesso discorso vale x i newcomers, bands di grande valore che necessitano solo di qualcuno che creda in loro e li metta sul mercato.


7) Il pubblico italiano si sa, è sempre stato aspro nei confronti delle band di casa propria, trascurate spesso e volentieri per seguire cose estere che magari non erano poi neanche un granchè se paragonate ai talenti nostri. Riesci tu a intravedere un bagliore in lontananza in cui il metallaro medio italiano possa un giorno prendere atto del tesoro che ha tra le mani e che punti la sua attenzione anche alle band di casa propria, affinché non si ripeta l’errore commesso negli anni 80 o credi che ormai il detto “se non è italiano è bello” debba rimanere l’eterno e insormontabile nemico del metal tricolore?

Mmmmm….a questo non so risponderti…sicuramente un po’ di attenzione in piu c’è, ci vorrebbe la sfera di cristallo per rispondere a questa tua domanda! Magari chi lo sa, tra 15 anni questo periodo sarà valorizzato, comunque all estero c’è interesse per le band nostrane ed anche da noi qualcosa si muove..ci vuole perseveranza!


8) Quali e quante colpe puoi attribuire anche alle organizzazioni che puntano solo ai nomi ormai stravisti e strasentiti per organizzare i propri festival e che non vogliono scommettere sulle band della My Graveyard?

Ti rispondo con 2 semplici parole : Money talks!!!


9) Torniamo a parlare della My Graveyard..nel tuo roster puoi vantare ormai un cospicuo numero di bands, passando dai nomi storici come Strana Officina, Crying Steel, Sabotage, Skanners, Spitfire e Dark Quarterer, ai nomi di maggior rilievo come Alltheniko, Blood Thirsty Demons, Assedium e via dicendo. Ci sono altri traguardi a livello di bands che vorresti raggiungere o credi che l’etichetta si sia consolidata su questi e altri nomi e punti maggiormente alla valutazione temporale dei suddetti?

Guarda, in Italia abbiamo tantissime bands valide e sono convinto che non bisogna sdraiarsi sugli allori e continuare a lavorare in quello in cui si crede. Daremo spazio anche ad altre realtà italiane (hanno appena firmato la BUD TRIBE, REVOLTONS e NASTY TENDENCY ) oltre a proseguire con i nuovi lavori di band che hanno già rilasciato dischi per la MGP senza disdegnare qualche puntata all estero (ristampe TARAMIS australiani e stiamo contrattando con gli americani RUTHLESS)


10) Ci puoi dire al momento cosa c’è in cantiere nella fabbrica dei sogni della My Graveyard? So che è una pentola in continua ebollizione e sappiamo tutti anche che oltre a dedicarsi alla produzione di nuovi album è anche alla ricerca di vecchi materiali storici italiani da riversare su cd come ristampe. Già un passo si è compiuto con le ristampe dei primi due dischi degli Skanners, all’orizzonte c’è qualche altra opera di “restayling” che potremo usufruire in tempi brevi?

Come ben sai stiamo lavorando sui 2 dischi dei SABOTAGE , poi al momento a livello di ristampe italiane non c’è niente di definito. Non escludo la possibilità di stampare per la prima volta in cd il debut dei FELINE MELINDA , uscito negli anni ’80 ovviamente in vinile e oggi pezzo quotatissimo…vi terremo aggiornati!


11) Ad oggi come ti vedi, un imprenditore o semplicemente un fan accanito di questa musica?

Diciamo entrambe le cose, anche se la parola imprenditore mi suona male!. Mi considero un fan che sta cercando di sviluppare una scena che era in estinzione…



12) Facciamo ora un punto importante: la My Graveyard non è solo il fiore all’occhiello dell’ importanza italiana a livello discografico ma lo è anche sotto il profilo live; oltre al fatto di seguire quasi ovunque le proprie bands, le riunisce spesso e volentieri sotto l’egidia del proprio festival, il Play It Loud! Due edizioni sono già trascorse, la terza è ormai in via di definizione e in tutte e tre le bill si può notare un equilibrio e la riuscita di non svalutare mai il festival, anno dopo anno. Anche qui ti devo chiedere il motivo che ti ha spinto a sborsare le tue finanze in quella che tu chiami “scommessa” e che più di una volta ti ha portato sul punto di dire “mai più”. Te lo chiedo perché nessuno prima di te ha mai azzardato a realizzare un festival coraggioso e “controcorrente” rispetto ai tipici canoni dei festival italiani.

Il PIL è un festival per tutti i veri defenders , è un omaggio a tutti quei fans che non hanno mai potuto vedere live certi nomi storici e che intendono l HEAVY METAL in un certo modo. Oltre a questo è anche una passerella internazionale per le band italiane, un modo per far conoscere il valore dei gruppi in sede live anche ai piu giovani. Il PIL è veramente un grosso rischio perché come hai potuto vedere si lavora in onestà senza lesinare sul bill e offrendo il tutto a prezzi veramente modici. Sarebbe facile chiamare 2 bands e infilarci fuffa, ma questo è un festival dove, nei limiti del possibile, si cerca di offrire il meglio, senza risparmiarsi aldilà del valore delle band, è l’atmosfera che si respira quel giorno che è qualcosa di unico..ed è anche il motivo per cui decido ogni anno di dare un seguito al festival!

13) Oltre a ciò dalla passata edizione il PIL ha anche un organo di stampa ufficiale, nato da un’idea di Sandro Buti e che porta il nome di Play It Loud Magazine. Mai nessun festival in Italia ha avuto una sua testata riconosciuta legalmente. Trovando l’idea immensamente grandiosa, pensi che servirà anche in futuro ad adescare nuovi adepti che sapranno apprezzare la genuinità del progetto PIL e magari appassionarsi anche a tutto ciò che ruota intorno all’underground?

Il merito di tutta la cosa và a Sandro Buti, ideatore e finanziatore del progetto. Ne è uscità una rivista veramente unica, con interviste a band che non si leggono mai sui classici magazine in edicola. Anche per il prox anno si ripeterà la fanzine, quindi ragazzi, ricordatevi e segnatevi l acquisto al festival…oltre ad essere fatta veramente bene è anche un ottimo ricordo del festival..


14) Etichetta ben avviata, festival che è un successo continuo..quali altri traguardi hai in mente di raggiungere?

I traguardi non esistono, arrivare ad un traguardo significa “fine corsa”!!!! Si và avanti credendo in ciò che si fa.. e contiamo sempre sul supporto dei metalheads!


15) Bene Giuliano, siamo alla fine di questo terzo grado, io ovviamente non posso che ringraziarti di questa chiacchierata e non mi rimane altro da dirti una cosa sola: grazie “Heavy Metal Man of Steel” per tutto il tuo impegno e per la passione che riversi ogni giorno per la causa dell’Heavy Metal.



Sono io che ringrazio te, tutti i lettori del sito e tutti i defenders che supportano la scena recandosi ai concerti, acquistando dischi, scrivendo sui forum..insomma..tutte quelle persone che combattono per tenere alta la fiamma!
LONG LIVE THE LOUD!!!!


COMMENTI

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Autore: Stefano Ungol
Inserito il: 27/10/2008
Messaggio: Bellissima intervista, Giulino presidente degli Stati Uniti!!

Particamente al PIL ci saranno i RUTHLESS :-).
Magari!!

Autore: Stefano Ungol
Inserito il: 27/10/2008
Messaggio: ....al PIL 4 volevo dire...

Autore: MetalBurn!
Inserito il: 27/10/2008
Messaggio: Bè ce l'hai fatta sudare st'intervista ma direi che ne è proprio valsa la pena!
Se pensiamo che questo signore ha riportato "a noi" certe band italiane (pazzesche) che erano ormai nella naftalina dai mitici anni ottanta, non possiamo che ringraziarlo.
ps
sono completamente d'accordo sul discorso dei generi musicali che negli anni '80 abbracciavano molto di più i vari settori rispetto ad oggi. Complimenti anche a Francesco per quest"'impresa".
In bocca al lupo Giuliano!

Autore: killers
Inserito il: 27/10/2008
Messaggio: grande Giuliano "PIL" Mazzardi siamo tutti con te !

rock will never die.

Autore: Flavio DiAnno
Inserito il: 27/10/2008
Messaggio: Complimenti a Francesco Running Wild per l'intervista e a Giuliano per la battaglia che porta avanti.
Sei un grande, non mollare mai, c'è bisogno di gente come te!

Autore: CrowSix
Inserito il: 27/10/2008
Messaggio: Ottima intervista, splendide domande.
Spero davvero in una ristampa per Sabotage e Feline Melinda, sarebbe un ottimo colpo. E devo dire che effettivamente il lavoro della My Graveyards è veramente ottimo: serviva una label così nella nostra penisola, per poter far conoscere al meglio la nostra realtà.

"Tante bands validissime praticamente ignorate, sepolte dai generi musicali in voga al momento, dall’ottusità di ascoltatori legati solo al fattore estero [..]"
Parole sante, purtroppo...


Lunga vita al vero metal italiano!

Autore: Mark One
Inserito il: 27/10/2008
Messaggio: GIULIANO SANTO SUBITO!!!!

Autore: Marcp '70
Inserito il: 27/10/2008
Messaggio: Gran bel servizio, sicuramente Mazzardi e' un personaggio di rilievo nel panorama HM italiano e non. complimenti anche a voi che gli avete dato il giusto spazio.

Autore: Gunfighter
Inserito il: 28/10/2008
Messaggio: Complimenti a Giuliano, soprattutto per un evento come il PIL, che fino a pochi anni fa sarebbe stato impossibile vedere in Italia e che adesso è diventato un appuntamento fisso.

Autore: omensearcher Paolo
Inserito il: 28/10/2008
Messaggio: Grazie a Francesco per l'intervista e poi... grazie Giuliano!
Sei un mito, ogni volta trovi sempre bands per un PIL di rilievo. E il IV si preannuncia oltre ogni limite.
Ci vediamo presto, ciao Giuliano

Autore: The Rock
Inserito il: 29/10/2008
Messaggio: Bell'intervista . cambiare il giorno so che e' difficile ma non si potrebbe avvicinare un po' di piu' verso la toscana i luogo del play it loud?

Autore: Neon Knight
Inserito il: 31/10/2008
Messaggio: Intervista bellissima!! Complimenti a Giuliano che come sempre è davvero un grande ma complimenti anche a Francesco per l'intervista stupenda!!

Autore: cielo
Inserito il: 20/11/2008
Messaggio: Giuliano è sempre stato un grande appassionato del buon metal e nel tempo non si è smentito ,anzi ha saputo fare ciò che era nei sogni dei buon metallari,grazie Giuly!!!!

Autore: queenirons
Inserito il: 22/12/2008
Messaggio: ci vediamo al play it loud di bologna.
Per fortuna adesso e' a bologna, la nottata di nebbia dello scorso anno me la ricorderò per sempre.
complimente per l'intervista.

Autore: franco
Inserito il: 17/05/2009
Messaggio: bellissima intervista complimenti ..
e poi mi porta i Rosae Crucis al play it loud e questo e' già tantisismo:)

unica cosa, COMPRATE DISCHI di questa etichetta, supportate il METAL ITALIANO, perche il pil dovrebbe fare 2000 paganti... e vedete come le cose iniziano a muoversi di piu!!!
grande giuliano non mollare mai

Autore: thorondor
Inserito il: 28/05/2009
Messaggio: il mio omonimo è un grande...speriamo che ai Santi Angeli in giugno si porti dietro almeno una copia di Ample Destruction che ogni volta che voglio prenderla lo ha appena finito....massimo supporto per chi vive l'Heavy Metal!