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Recensione: LYADRIVE "ANOTHER TIME, ANOTHER PLACE" 1998 Minotity One, England.
Sono andato a rispolverarmi questo cd che sinceramente era da diversi mesi che non riascoltavo. Ho colto l’occasione della presenza dei Lyadrive al prossimo British Steel Festival 3 per scrivere la recensione del loro unico Cd edito dalla Minority One nel 1998, England. Il Cd comprende vecchi demo e registrazioni degli anni '82 - '84 più 3 bonus track che dovevano uscire su un 12" nel 1984 ma questi disco non uscì mai.. I Lyadrive avevano pubblicato precedentemente solo un singolo nel 1984 “Anytimes” e “White Dress” e entrambe le versioni sono diverse da quelle che appariranno sul cd. La formazione originale comprendeva Nick John alla voce (ancora oggi presente), Lee Borrows batteria, Steve Christiansen basso e Steve Jones chitarra. Si sono succedute varie line up nel corso degli anni ma la qualità delle canzoni è sempre rimasta alta. In loro si possono sentire Trespass, Def Leppard, Iron Maiden,Praying Mantis ecc...
Prima traccia “Sign Of The Hunter” un Heavy pieno di tecnicismi ma da far drizzare le orecchia. Questi signori dimostrano fin dall’inizio di saper suonare e cantare come pochi altri nonostante la loro band resti nell’oscurità più buia (non so se è un discorso corretto ma mi tornava bene).
Seconda traccia “Another Time Another Place” titletrack del Cd. Gran pezzo tipicamente inglese di heavy infarcito di melodicità al punto giusto con Nick John (voce) che non disdegna screaming invidiabili. Anche qui troviamo passaggi strumentali di alto livello a cavalcate maideniane bellissime. Terza traccia “Danger Line” veloce con passaggi vocali in stile punk e come al solito suonata divinamente con assoli di chitarra che fanno venire i brividi. Quarta traccia una cover di un pezzo storico di Nwobhm “One Of These Days” dei Trespass, questa canzone fu definita qualche anno fa da un critico “la canzone più rappresentativa della Nwobhm”. Io personalmente non amo le cover ma qui fu la casa discografica (vinyl tap) a consigliare questa cover che era molto amata sul mercato giapponese. Quinta traccia “Spinning the Wheel” partenza piuttosto dura per un pezzo che potrebbe rientrare anche in un disco di stree rock americano, ancora una volta i Lyadrive dimostrano di essere veramente completi e di sapersela giocare alla grande in vari campi. Sesta traccia che ci lascia un po’ frastornati iniziando come fosse un pezzo di classica ma dopo pochi secondi si trasforma in un pezzo dall’andamento hard rockeggiante trascinante in stile Trestpass, Fist ecc…
Gli screaming si fanno sentire eccome dimostrando, come se ce ne fosse bisogno, che John è un gran vocalist. Settima traccia”Fools Paradise” forse la più americaneggiante tra tutte. Gran bei cori dalla melodia accattivante (ti può far venire in mente in alcuni passaggi band tipo BOC) e soli grandiosi. Ottava traccia “White Dress” inizio tuonante e roccioso che si incastra a meraviglia con la voce bellissima e pulita di Johns . Riff pazzeschi e screaming sono le caratteristiche principali del brano oltre logicamente ad assoli sempre su alti livelli. Nona traccia “Steel Away The Night” aperta da un bellissimo intro acustico per poi trasformarsi nella canzone mattatrice dell’intero album. Se qualcuno mi dovesse chiedere a quale pezzo può assomigliare Steel… non avrei dubbi a rispondere “Fear of The Dark” non c’è altra canzone più simile ma attenzione non ho detto che è uguale anzi musicalmente neppure è simile ma la struttura del pezzo e come si evolve non mi fanno pensare ad altro. Ed è stata scritta circa 10 anni prima della maideniana “Fear” perciò stavolta nessun rifacimento voluto. Qui i Lyadrive dimostrano di essere al top anche quando si cimentano in puro Heayv Metal, credetemi questa era una canzone che avrebbe meritato di essere nelle top chart mondiali!
Decima la punteggiante “Anytime” e undicesima la perla “Lazerwind” un vero capolavoro di Prog-Heavy-Rock infatti è stata pure inclusa nella compilation “Legend of Progressive Rock”1998. Aspetto a gloria di vederla dal vivo al British Steel 3 come anche “Steel Away The Night”.
Dodicesima traccia per la prima delle bouns track “We’ve Got To Rock”registrata nell’estate del 1984 insieme anche alla tredicesima “Young Lover” e la quattordicesima “Here Comes The Night”.
La canzone finale è bellissima molto melodica ma come dico io non “melensa”, un consiglio venite a vederli al ”The Underworld” di Camden Town Londra il 26 Aprile prossimo, là eseguiranno anche per la prima volta due nuove canzoni .
Voto 9/10
MetalBurn!
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| Autore: |
Neon Knight |
| Inserito il: |
04/02/2008 |
| Messaggio: |
Purtorppo li conosco solo di nome.
Domani mi leggo con tranquillità la recensione per bene, dal poco che ho letto mi sa che questo disco deve essere un capolavoro... |
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| Autore: |
Gunfighter |
| Inserito il: |
27/04/2008 |
| Messaggio: |
Al British sono stati grandiosi e gli ho anche preso il disco.
Tra l'altro abbiamo avuto modo di parlare con la band e sono stati davvero simpatici e disponibili. |
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