Class Metal iberico: un “sueño dorado”! 




Abbagliati da giochi di luce pirotecnici, scossi dal ritmo travolgente delle chitarre, cinque rockers si muovono in sincronia agitando le loro criniere leonine. Una nube di fumo si innalza dal pavimento, offuscando progressivamente la scena. Cresce il volume del suono, esplodono gli strumenti: un giovanotto vestito di bianco, imitando le più celebri stelle del Rock, prende possesso del microfono facendo roteare l’asta su se stessa. Non ha un cognome da attore di Hollywood, e nemmeno il suo volto ricorda quello di uno yankee. Ciò nonostante sembra mosso da un unico, pressante imperativo: colorare di stelle e di strisce ogni sillaba dei suoi versi, inneggiando così a un paradiso per lui inesplorato: “America, perdido en tus noches…América, atrapado por ti…América, un sueño dorado en America!”.

E’ vero. Letta in questo modo, separata dalla trama musicale che l’accompagna su vinile, la strofa corre soltanto il rischio di suscitare un misto di ilarità e compassione. Eppure la penisola Iberica, in barba ai suoi costumi e alle sue tradizioni, distanti anni luce dalla edulcorata realtà degli States, ha saputo regalarci momenti musicali da brivido: alcuni tra i più straordinari casi di imitazione che la storia dell’ “Hard di classe” ricordi, infatti, provengono dalla Spagna degli eighties, terra di gregari ma al tempo stesso fucina di potenziali campioni. Ricalcatori certosini, certo; personaggi privi di qualsiasi forma di inventiva. Ma al tempo stesso musicisti dalle grandi speranze, instancabili nelle loro folli corse verso l’orizzonte di un sogno americano mai realizzatosi.

Fine anni ottanta: Sangre Azul, Niagara e Hiroshima, espressioni massime dell’Heavy de luxe “made in Spain”, rappresentano soltanto il terzetto di punta di un “iceberg caliente” dalle spiccate dimensioni e propulsioni, nei cui bassifondi gravitano formazioni più o meno sconosciute come Manzano (vero “boss” della scena nazionale!), Tarzen, Jupiter, Tokio, Marshall Monroe e tanti altri.
Il modello da riprodurre è, come già accennato, quello del Class Metal americano, sorto qualche anno addietro grazie alle innovative plettrate di Dokken e Ratt, entrambi maestri nell’iniettare “melodie accessibili all’interno delle fibre muscolose dei potenti Heavy riffs” (Beppe Riva, 1990). E’ questa la formula che negli U.S.A. ti fa diventare grande; ed è ciò che, appunto, con un pizzico di immaturità, i lungocriniti “chic rockers” iberici desiderano diventare! 


E’ da poco scoccato il 1989 quando i Sangre Azul, eroi celebrati in patria ma perfetti sconosciuti altrove, pubblicano il loro terzo Lp sotto l’egida della EMI Records: si intitola “El Silencio De La Noche” e, come già avvenuto per la passata produzione della band, mira a stupire i fanatici dell’Arena Rock di Dokken, Scorpions e Whitesnake. Non manca la solita hit di circostanza, degna erede delle precedenti “América” e “No Eres Nadie”: si chiama “Cien Años De Amor” ed è sorretta da una ripetuta serie di “Ohhh Ohhh Ohhh” bonjoviani da infarto! Di contro non tutto il disco viene incanalato sui soliti “binari poseurs”, tanto che la spigolosa “Abre Fuego” – tra le più azzeccate opener di tutti i tempi – irrompe come una scheggia di diamante che viaggia a velocità impazzita! Le altre pietre preziose dell’album rispondono al nome di “A Golpes De Rock” (categoria “anthem da stadio”!) e “No Puedo Estar Sin Ti”, ballad nostalgica immancabile in ogni 33 giri Hard ‘n’ Heavy che si rispetti.
Ultimo vagito discografico dei Sangre Azul, degno atto finale di una carriera condotta tra luci, ombre e tante speranze, “El Silencio De La Noche” sarà ricordato a lungo dai supporters dell’A.O.R., scolpito nella roccia dell’Heavy sound assieme ai nomi di Tony e di Carlos Raya, rispettivamente “vocalista” (!!!) e chitarrista solista del gruppo: sebbene siano stati pochi i loro celebratori, una massa colorata di kids americani, accalcati nelle arene immaginarie della stratosfera del Rock, salta ancora al ritmo della loro musica. E’ il “sueño dorado” che si realizza! 




Nel giugno dell’anno precedente, tra lo stupore dei principali magazines europei (valutazione massima su Kerrang! e ottimo “box presentativo” su Metal Shock), aveva fatto irruzione sul mercato un’altra giovane formazione spagnola di Class/A.O.R. Differentemente dai Sangre Azul, il cui utilizzo della lingua madre non aveva sortito gli effetti sperati, il quintetto in questione aveva deciso di cimentarsi con testi in inglese e “un sound a metà strada tra Dio e Europe” (Beppe Riva, 1991). Look sfavillante, sguardi da duro e permanenti sapientemente acconciate: si erano presentati così, con un’immagine americana al 100%, i madrileni Niagara, capitanati dal talentuoso cantante Tony Tuevas e dal bassista Angel Arias (autore di tutti i brani dell’Lp). 


La musica di “Now Or Never”, dal canto suo, ricalcava fedelmente gli stilemi estetici adottati dal gruppo: un Class Metal fantastico, impostato su ritmi spesso vertiginosi (“I Will Be There” e “I Should Be Stronger”), impreziosito da arrembaggi tastieristici sul modello dei primi Bon Jovi. Energia rockettara all’apparenza priva di compromessi, dunque, ma pilotata con destrezza verso i sentieri più sofisticati della melodia: “Take My Hand”, potenziale smash hit, si muoveva su coordinate speculari rispetto a quelle più “Us Metal oriented” di “No Conversation” (la “Youth Gone Wild” dei Niagara?), mentre alla gemma melodica “You Belong To Me”, la più A.O.R. del lotto, era stato affidato il compito di introdurre il masterpiece “Secret Lover”, penalizzato in cabina di regia da una produzione – quella dell’ ex Baron Rojo Carlos De Castro – non esente da colpe (si ascolti lo scarso dinamismo corale del refrain). 





Torniamo di nuovo nel 1989, anno in cui la Spagna del Rock continua a far parlare di sé grazie all’ennesimo “agguato” discografico pianificato dalla Avispa Records (già etichetta dei Niagara): è quello dei “copioni” Hiroshima, capaci di far sorridere più di un purista del “perfezionismo A.O.R.” in virtù di composizioni ingenue, derivative e, tanto per cambiare, votate al sacro verbo dell’Hard estetizzante made in U.S.A. Carlos Rufo e compagni, più che mai galvanizzati dal consenso mediatico ottenuto dal genere, mirano a un unico obiettivo: semplificare i sofisticati intrecci tastiera/chitarra di “7800° Fahrenheit”, miscelarli con un certo flavour “nostalgico” di derivazione White Lion e, infine, infondervi massicce dosi di energia tramite plettrate ripetute dal marcato retrogusto Scandi A.O.R. Praticamente i Niagara sotto mentite spoglie: spettacolo puro! Ed infatti “Broken Heart” e “Forever”, entrambe aperte dallo stesso identico giro di keys (mai ascoltato un tastierista più clamoroso!!!), somigliano in tutto e per tutto a delle ipotetiche outtakes di “Now Or Never”, a conferma dell’esistenza di un metodo “originale” – tutto spagnolo!!! – di intendere il Class Metal. 

Abili saccheggiatori di melodie, pertanto, ma sempre in prima linea quando si tratta di tirar fuori il capolavoro dei capolavori: “Lonliness”, per la cronaca, che inizia con un cantato malinconico per poi esplodere in un tripudio Chic Rock sostenuto da un sottofondo immaginario di finti cori modello “arena U.S.A.”!
Fantasie di successo mai trasformate in realtà: un sogno dorato, amici miei…soltanto un sogno. 



RonnieJamesDaddo











COMMENTI

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Autore: Mister X
Inserito il: 25/05/2008
Messaggio: voto 10

Autore: MetalBurn!
Inserito il: 25/05/2008
Messaggio: Prima di tutto vorrei fare i complimenti a Daddo che si dimostra una persona competente e che ama davvero la musica (lo capisco perchè questa malattia ce l'ho pure io anche se i ns gusti non sono esattamente uguali).
Io negli eghties ignoravo queste band in quanto ascoltavo solo Class/Hair metal made Usa tutto il resto lo consideravo solo una copia e non l'ho mai seguito.
ps
per quanto riguarda impaginazione, foto, ecc... è tutto in prova ed è suciettibile di cambiamento.

Autore: Neon Knight
Inserito il: 25/05/2008
Messaggio: Articolo stupendo e interessantissimo, ovviamente l'ho stampato e lo raccoglierò insieme a tutti gli altri di questa rubrica.
I Sangre Azul mi piacciono tantissimo, in tutto e per tutto, hanno anche dei giri di chitarra da manuale.
Purtroppo, invece, Hiroshima e Niagara li conosco solo di nome più che di fatto. Dovrò rimediare.
Complimenti di nuovo a Daddo per l'articolo.

Autore: Upqeenirons
Inserito il: 25/05/2008
Messaggio: sarei proprio curioso di ascoltarli adesso

Autore: Xeper
Inserito il: 25/05/2008
Messaggio: la soluzione che ti ho suggerito dell'html editor dovrebbe regolare le cose...il contenuto è ottimo, se si riuscisse a migliorare l'impaginazaione, sarebbe perfetto!

Autore: RonnieJamesDaddo
Inserito il: 25/05/2008
Messaggio: Ringrazio tutti per i complimenti. In effetti l'impaginazione - disposizione foto, sfondi ecc - andrebbe rivista un pochettino. Vedremo cosa fare! Nel frattempo mi sto inventando il secondo articolo...


Autore: Ungol
Inserito il: 26/05/2008
Messaggio: Complimenti, Daddo è il migliore.

Autore: omensearcher
Inserito il: 31/05/2008
Messaggio: Bella Daddo!!!
complimenti.
Io non sono un grande conoscitore del metal /class metal targato Spagna,
a parte Sobredosis, Baron Rojo, Panzer, Zarpa, Santa e qualcos'altro non sono ferratissimo (a me per esempio gli Angees del Infierno non piacciono granchè...).
io di class metal ascolto prevalentemmente i classici made in USA o le cose Scandinave, però mi hai incuriosito su qualche titolo...
Complimenti per il lavoro svolto.
Ciao Daddo
Paolo

Autore: Mark Ubago
Inserito il: 01/06/2008
Messaggio: Voto 9,9 (10 se avessi incluso nella tripletta gli UBAGO)

Autore: RonnieJamesDaddo
Inserito il: 07/06/2008
Messaggio: Gli UBAGO saranno oggetto della tripletta hawaiiana! O meglio, della tripletta dedicata ai gruppi del paese dei tuoi parenti (che non mi ricodro quale sia!!!).

Autore: Neon Knight
Inserito il: 07/06/2008
Messaggio: Gli UBAGO sono Nicarag-uensi/uani!!

Autore: San_Buts
Inserito il: 03/09/2008
Messaggio: bellissimo articolo, band molto valide. Scusate, l'ho visto solo ora. il metal spagnolo è grande, ma anche l'hard non scherzava per nulla!!