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HISTORICAL ALBUM:
Baron Rojo, Volume Brutal
BMG Chapa/Sverdisco 1982
Armando De Castro Chitarra/Voce
Carlos De Castro Chitarra/Voce
Hermes Calabria Batteria
Jose Luis Campuzano Basso/Voce
Solitamente qui trovate per la maggior parte recensioni di album inglesi ma anche americani, tedeschi e italiani. Questa volta parliamo di una band spagnola autrice di “Volume Brutal” il più grande album Heavy Metal della storia spagnola. Stiamo parlando dei Baron Rojo, band spagnola nata sul finire dei seventies e molto vicina al movimente inglese chiamato Nwobhm. I Baron Rojo sono nati nel 1980 quando i fratelli Castro (Armando e Carlos) se ne escono dalla band Hard Rock dei Coz decidono di mettere su una band Heavy Metal che diverrà la band HM numero uno della storia spagnola. Dopo un primo album discreto anche se un po’ grezzo intitolato “Larga Vida Al R’n’R” (1981) la band vola in Inghilterra ( a quei tempi la patria indiscussa dell’Heavy Metal, chiedi anche alla Strana Officina) col nome Red Baron. Nella terra del metal fecero subito un grande incontro, nientepopò di meno che Bruce Dickinson il nuovo singer degli Iron Maiden col quale fecero una jam al Greyhound Club di Londra. Il disco fu registrato ai Kingsway , gli studios dei Gillan e infatti come ospite sul vinile troviamo Colin Towns (tastierista dei Gillan) oltre a Mel Collins (King Crimson), John Slogan (Uriah Heep) e come già detto anche Bruce Dickinson. “Volume Brutal” diventò disco di platino in Spagna e ebbe grosse vendite in tutta Europa e Giappone ma anche in USA specialmente in California. Dopo alcuni show i Baron Rojo suonarono al Reading Festival del 1982 davanti a 18000 persone, insieme a Iron Maiden, MSG, Gary Moore, Marillion, Y&T, Twisted Sister. Per finire in bellezza al mitico Hammersmith Odeon di Londra!
L’album è un misto di Heavy Metal, Hard Rock mischiato un po’ al classico sound folk spagnolo. Alcune canzoni sono veramente esplosive le chitarre sono taglienti sia nei riff che negli assoli mentre la parte cantata lascia più spazio come ho detto al sound spagnoleggiante. Per gli amanti del metal più puro consiglio la versione inglese registrata poco dopo sempre a Londra, ciò a dimostrazione del loro successo all'epoca. Set List:
1. Incomunicación 2. Los Rockeros Van Al Infierno 3. Dame La Oportunidad 4. Son Como Hormigas 5. Las Flores Del Mal 6. Resistiré 7. Satánico Plan (Volumen brutal) 8. Concierto Para Ellos 9. Hermano Del Rock 'N' Roll 10. El Barón Vuela Sobre Inglaterra
Da notare quanto fosse importante a quei tempi come ho già detto la madre patria del metal Inghilterra infatti la track conclusiva “Il Barone vola sopra l’Inghilterra” ricorda molto (come titolo) “Viaggio in Inghilterra” della Strana Officina. Questo è un bellissimo brano strumentale dove mancando appunto la parte cantata in spagnolo sfido chiunque a non pensare a una band inglese dell’epoca all’ascolto di questo pezzo. I Baron Rojo penso che siano la sola band non inglese (insieme agli E.F. Band svedesi) a poter essere tranquillamente inclusa nella New Wave Of British Heavy Metal!
Voto 8- 9/10
MetalBurn!
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| Autore: |
Neon Knight |
| Inserito il: |
03/01/2008 |
| Messaggio: |
Ho il vinile di questo album!!!!!!!!!!! E' l'unico che ho ascoltato della band, ne ho anche altri che, quando io dovevo ancora nascere, portò mia madre dalla Spagna (a lei l'H/M non piace, ma le erano stati richiesti da alcuni miei parenti).
Per fortuna sono riuscito a trovare quest'album rippato in CD, cosa che devo fare anche con gli altri album della band a meno che non me lo faccia fare da qualcuno (però non conosco nessuno che sia capace a fare sto lavoro).
Ottimi, grandissimi, tra i miei gruppi spagnoli preferiti, forse inferiori solo agli Angeles del Infierno per i miei gusti.
Stupendo il cantato in spagnolo.
Ottima anche la recensione! |
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| Autore: |
stormbringer |
| Inserito il: |
04/01/2008 |
| Messaggio: |
e dove li metti gli Heavy Load? |
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| Autore: |
MetalBurn! |
| Inserito il: |
04/01/2008 |
| Messaggio: |
No ho dimenticato gli Heavy Load (grande band), solo che gli EF Band (Ericson Fischer Band) sono a tutti gli effetti considerati NWOBHM, forse perchè la loro "Fighting For R'n'R" fu inclusa nella mitica compilation Metal For Muthas, forse perchè il loro batterista e co-compositore era Dave Dufort futuro Angel Witch e forse anche perchè il loro sound andava più incontro al metal inglese dell'epoca e anche all'Hard Rock dei seventies mentre il genere proposto dagli Heavy Load a mio avviso era più epic. |
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| Autore: |
Neon Knight |
| Inserito il: |
05/01/2008 |
| Messaggio: |
Gli Heavy Load sono decisamente più Epic come genere... fortissimi, a me piacciono molto! Hanno fatto "Stronger Than Evil" che è un capolavoro, ma si sono più o meno sempre mantenuti su livelli alti. |
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| Autore: |
stormbringer |
| Inserito il: |
05/01/2008 |
| Messaggio: |
Bisognerebbe creare qualcosa per tutto il movimento metal europeo di quegli anni. Ci furono gruppi incredibili un po' ovunque. |
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| Autore: |
anonimo |
| Inserito il: |
06/01/2008 |
| Messaggio: |
Ciao Umberto
devo registrarmi o posso mandar subito un messaggio?
Enrico |
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| Autore: |
MetalBurn! |
| Inserito il: |
06/01/2008 |
| Messaggio: |
Qui sul sito non c'è bisogno di registrarsi, perciò puoi tranquillamente inserire il tuo commento mentre sul forum (dove ti aspetto) occorre l'iscrizione che comunque è una cosa velocissima. Puoi cliccare direttamente sulla scritta "Forum" in alto a destra.
ciao
Umberto |
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| Autore: |
The Prince |
| Inserito il: |
06/01/2008 |
| Messaggio: |
Prima di cominciare vorrei rinnovare, ufficialmente, i complimenti ad Umberto&Co. per la coerenza e l'incrollabile fede mostrata nuovamente con la recensione dei Baron Rojo alquanto anacronistica di questi tempi ma che nemmeno all'epoca della sua uscita fu trattata esaurientemente dal vate Beppe Riva sulle pagine(ahime') ora ingiallite di Rockerilla, trascurando tutte le altre riviste, of course( ma almeno in quel periodo il materiale da recensire era più rilevante!!!). Allora tornando ai roqueros, debbo ritornare con la mente ad oltre 25 anni fa in un frizzante pomeriggio agostano del 1982 in quel di Reading, primo giorno dei tre, dove in una delle edizioni più elettrizzanti mai viste(hai ragione Umberto, gli spettatori in quel momento erano circa 20.000 ma ti assicuro che in serata divennero almeno 5 volte tanto!) ebbi il primo approccio con tale band; era da poco terminato lo heavy attack dei Tank(grandissimo headbanging, ho ancora le foto che ogni tanto riguardo con nostalgia, sic!) che sull'altro palco(all'epoca le bands si alternavano su due palchi) salirono il Barone Rosso-sconosciuti allora- ma vuoi per l'appagamento nonchè sfinimento per i Tank vuoi per la pessima resa sinora, non fui colpito troppo da loro anche perchè stavo ricaricando le pile per l'evento che si sarebbe tenuto da lì a poco, ovvero il concerto dei Mantis con il loro nuovo cantante B.Shaw e con il loro nuovo sound(purtroppo!). Piccola parentesi: a questa giornata son legati 2 indelebili ricordi, 1, come detto, l'uragano Tank l'altro, negativissimo, l'aver perso per motivi logistici(treno x Londra) gli headliners di quella serata che dopo le defezioni di Trust(prima) e Manowar(poi) venni a sapere in seguito esser stati i mitici signori di Stourbridge al secolo i Diamond Head(difatti da questo concerto è tratto il loro 6 tracks live ep).Chiusa parentesi. Comunque, nonostante tutto, comprai a Londra Volumen brutal(English version) soprattutto perchè prodotto dalla fantomatica Kamaflage(etichetta di Tank, Torme,etc) poi fallita miseramente dopo poco. Il prodotto non mi dispiacque( un pò i Vanadium spagnoli anche se meno tecnici e senza il carisma del mio fraterno amico Pino Scotto) tanto che recuperai il primo, Larga vida al r&r in spagnolo ovviamente e, l'anno dopo, mia madre reduce da un pellegrinaggio da quelle parti fu "costretta" a reperirmi il loro terzo album, Metalmorfosis molto più pulito come suono ma meno "incazzato.Poi li ho abbandonati anche se qualche anno fa ho recuperato su Ebay il loro doppio album live con la summa della loro carriera(esiste anche un bootleg del leggendario concerto dell'82 ma quel marasma sonoro che mi torna in mente mi ha fatto desistere dal prenderlo).
Spero di non essermi dilungato troppo ma vado a ruota libera quando si tratta di argomentare di musica, Ringrazio Umberto per questo tuffo nel passato e mi scuso per eventuali errori nel testo ma ho scritto in presa diretta, sorry.
Enrico
P.S. No relation il mio nick The Prince col cantante, è solo uno pseudonimo che mi porto dietro da quegli anni per una somiglianza, a detta di amici, con il grande Sean Harris così denominato da B.Riva nei suoi articoli talvolta. |
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