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RAINBOW RISING 1976
Prima di tutto questo disco ha una delle copertine più belle di sempre per un disco hard rock e/o heavy metal ma forse in generale, per me potrebbe benissimo essere un quadro da appendere all'entrata di una casa.
“Rising” dovrebbe essere parte integrante del programma nella scuola dell’obbligo, al pari di un qualsiasi libro di testo. Questo disco ha fatto scuola a tutto ciò che è venuto dopo, Hard Rock o Heavy Metal, Epic Metal, Power Metal, e un’altra infinità di sottogeneri ma tutti riconducibili all’Heavy Metal.
Oggi molti “metallari” pensano che l’HR sia musichetta e questo solo perché non hanno le basi dei seventies e considerano Hard Rock solo band vicine all’AOR o al massimo Class Meta/Hair Metal ma l’HR roccioso, dei Rainbow (con Dio) era ben altra cosa! Cercate un disco orecchiabile, ballabile, piuttosto commerciale??? Ok, se entrate in un negozio di dischi comprate pure tutto ciò che vedete nella sezione metal, ma state lontani da “Rising”! Io lo vedrei bene anche come colonna sonora di un film su Artù e i cavaliaeri della tavola rotonda, sul sacro grahal, ecc…
I Rainbow sono la band formata da Ritchie Blackmore nel 1975 dopo la sua uscita dalla band allora stellare dei Deep Purple. La causa ufficiale fu il “no” del resto dei Purple all’inserimento nel loro ultimo album di “Black Sheep of the Family”, una cover dei Quatermas (per altro non era proprio un capolavoro). Siamo nel 1976 e questo signore “in nero” ha scritto la bellezza di 7 capolavori Hard Rock (8 con Rising) in 7 anni, tutti i suoi dischi dal 1970 al 1977 entreranno di diritto nella storia della musica anche se nel 1976 ancora Blackmore non lo sapeva. In 8 anni Blackmore non ha perso neppure un‘unghia del suo songwriting né ha perso qualcosa nei suoi assoli indimenticabili e soprattutto non ha perso la magia, quella magia che i Deep Purple senza di lui non hanno mai avuto (e che mai avranno)! Sono sincero e chi mi conosce lo sa, considero Ritchie Blackmore il più grande chitarrista di tutti i tempi, lo pensavo 30 anni fa’ e lo penso tutt’oggi.
Come se non bastasse questo fenomeno di chitarrista, alla voce c’è un certo Ronnie James Dio, cantante degli Elf e chiamato alla corte di sua maestà R. Blackmore per il primo disco dei Rainbow nel 1975 (Ritchie Blackmore’s Rainbow). Neppure Dio si sarebbe immaginato nel 1976 che il suo nome sarebbe rimasto scritto negli annali della musica HR e HM, o che dopo 40 anni sarebbe riuscito ancora a cantare divinamente, polverizzando quasi tutta la concorrenza, compresi quei cantanti con 30 anni di meno! Dopo il primo gran disco, Blackmore decide di rinnovare la line-up che era formata dal blocco Elf ovvero Ronnie James Dio alla voce, Mickey Lee Soule tastiere, Craig Gruber al basso e Gary Driscoli alla batteria. Ritche si tiene logicamente il fenomeno Dio e licenza in tronco gli altri. I nuovi arrivati sono tutti nomi che un appassionato di HR e HM non può non conoscere, si tratta di Cozy Powell alla batteria (per me il più grande batterista mai esistito), Jimmy Bain al basso (futuro bassista dei Dio), Tony Carey alle tastiere.
In questo disco, "Rising" appunto, non si è puntato alla quantità (infatti ci sono solo sei canzoni) ma alla qualità, ogni brano è entrato di diritto nella storia ed è stato di ispirazione per moltissime band future. Niente compromessi per quest’album, si possono sentire assoli di chitarra lunghissimi e pure di tastiera ma mai noiosi anzi io non li farei mai finire. Brani epici, ritmi cadenzati con un Dio che fa venire i brividi ad ogni nota.
Side A
Tarot Woman
Run With the Wolf
Starstruck
Do You Close Your Eyes
Side B
Stargazer
A Light In The Black
L’intro di “Tarot Woman” di Tony Carey seguito dalla chitarra di Blackmore già ci fanno capire che tipo di album sia questo, un brano che sprigiona potenza da ogni nota, con un Dio che è assoluto attore protagonista alla pari di Blackmore e fin dall’opener si capisce come i due si guardino dritti negli occhi come per dire l’uno all’altro “io valgo come minimo quanto te”. Se la voce di Dio fa venire di brividi non è da meno la stratocaster di Blackmore. Brano epico di una bellezza agghiacciante.
“Run With The Wolf” è un altro brano che va ascoltato e riascoltato, al primo ascolto non vi coinvolgerà molto, al secondo un po’ di più, al terzo vi comincerà a piacere, al quarto avrete voglia di sentirlo un'altra volta ma dopo 6/7 ascolti avrete voglia di ascoltare solo questo brano! “Do You Close Your Eyes” è veloce, più assimilabile e grandiose all’inverosimile. Ancora una volta difficile stabilire se la prima donna sia Blackmore o Dio o magari Cozy Powell e/o Tony Carey. Unico brano più accessibile è “Starstruck”. ma è di una bellezza unica. La velocità non è certo la caratteristica principale di “Rising”, solo in “Starstruck” e “Do You Close Your Eyes” il ritmo è più veloce. Forse Dio mentre componeva “Magica” la notte sognava “Rising”, ma è stato solo un sogno.
Impossibile dire quale sia la canzone più bella, forse questo titolo spetta a “Stargazer”, la” Bohemian Rhapsody” dei Rainbow ma siamo di fronte a 6 brani ognuno dei quali merita un 10 e lode. L’intro di Cozy Powell è pazzesco ma è molto bella pure la versione lunga con l’intro di Tony Carey. Un brano epico ma più che epico stratosferico!!!
La canzone che racchiude il tutto è proprio la conclusiva “A Light In The Black”, qua si fondono vari generi ed è un altro brano progenitore di generi metal futuri. 5 musicisti o 5 fenomeni? Io sono per la seconda ipotesi. Difficile non definire HM un brano simile, solo la presenza massiccia delle tastiere può fare pensare ad "A Light In The Black" come un brano Hard Rock ma come ho detto prima qua in questo solo brano c’è la storia della nostra musica preferita.
Difficile stabilire se “Rising” sia un capolavoro di HR o di HM, la grande presenza di tastiere depone a favore dell’HR ma da uno qualsiasi di questi brani a "Heaven & Hell" il passo è breve anzi brevissimo! L’unico difetto dei brani di lunga durata come quelli presenti su “Rising” è la loro difficoltà a riproporli dal vivo, soprattutto proprio in funzione della durata di un concerto e dei tanti brani eccezionali che una band simile aveva nella propria discografia. Così spesso un simile album veniva penalizzato on stage, solo “Stargazer” e “Do You Close Your Eyes” e solo una parte di “Starstruck” venivano regolarmente eseguite dal vivo. Purtroppo anche “Stargazer” non veniva sempre eseguita se non nel 1976. Pensate che Blackmore poteva permettersi di non suonare materiale Deep Purple nonostante se ne fosse andato da solo un anno! La sola Mistreated restava nella set list dei Rainbow, ed è giusto così in quanto la versione di Dio è l’unica all’altezza dell’altro mito David Coverdale. Molti altri si sono cimentati in questo brano ma hanno fallito clamorosamente come accade oggi a Glenn Hughes che sarà pure the voice of rock ma Mistreated dovrebbe lasciarla cantare ai due signori che ho appena citato.
Che altro dire, mah…tutti conoscono "Rising" come un disco di classico hard Rock ma io aggiungerei che "Rising" è stata la scuola dell’obbligo per l’HM futuro, sia epico, sia power, sia classico HM. Lo stesso masterpiece H&H deve moltissimo (ma anche di più) a Rising! Un disco che poteva essere stato scritto solo dal Dio Blackmore (la sua chitarra in A Light In The Black, mi sconvolge tutte le volte che la sento e pensate che l'avrò ascoltata almeno 100.000 volte!) e dall'altro Dio Ronnie e solo in quei favolosi anni settanta!
Blackmore + Dio = Non ce n’è per nessuno! Opera d'Arte
MetalBurn!
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| Autore: |
Xeper |
| Inserito il: |
18/02/2009 |
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discone discone discone discone...i RAINBOW sono la storia, peccato che una loro reunion è improbabile tanto quanto quella dei purple mark III... |
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| Autore: |
Flavio DiAnno |
| Inserito il: |
18/02/2009 |
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Le tue recensioni non le batte nessuno!
Sono così sentite e approfondite...
Questo disco è veramente uno dei più belli che abbia mai sentito, e la sua brevità non è un difetto ma aiuta a mantenere l'attenzione.
Peccato che non sia molto considerato in sede live, i pezzi saranno lunghi, ma tutti avrebbero meritato maggior fortuna nelle scalette dei concerti.
Questo disco è il perfetto manuale del metal, dall'epic al power all'hard rock. |
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| Autore: |
MetalBurn! |
| Inserito il: |
18/02/2009 |
| Messaggio: |
Un tour dei Rainbow che suonano per intero Rising, che ne pensate??? |
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| Autore: |
Xeper |
| Inserito il: |
18/02/2009 |
| Messaggio: |
che è un bel sogno... |
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| Autore: |
Flavio DiAnno |
| Inserito il: |
23/02/2009 |
| Messaggio: |
Comunque penso che si sarebbe potuto suonare anche integralmente dal vivo, visto che dura solo mezz'ora. Bastava evitare di allunguare a dismisura le altre canzoni con assoli, improvvisazioni e pippe strumentali varie, che toglievano lo spazio a tanti pezzi. è una cosa che si portava indietro dai tempo dei deep purple, concerti di neanche 10 canzoni della durata di un'ora e mezza due ore. |
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| Autore: |
MetalBurn! |
| Inserito il: |
23/02/2009 |
| Messaggio: |
Ma infatti erano gli anni settanta e lui era Ritchie Blackmore (i Pink Floyd facevano molto peggio, o meglio!). Qui parliamo di veri artisti , veri geni che non facevano tutto in funzione del denaro e della commerciabilità, cmq non avrebbero potutto mettere molte altre canzoni anche perchè nella scaletta avevano Mistreated, Sixteen Century Greensleeves, Catch The Rainbow, Stargazer, Still I'm Sad, ecc... tutte lunghissime anche su disco.
Pensate che materiale aveva a disposizione Blackmore per riuscire a non eseguire niente di quella band chiamata Deep Purple! |
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| Autore: |
Flavio DiAnno |
| Inserito il: |
23/02/2009 |
| Messaggio: |
Non dico delle canzoni lunghe in sè, ma di canzoni di 4 o 5 minuti che le faceva durare 15/20 minuti |
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| Autore: |
MetalBurn! |
| Inserito il: |
23/02/2009 |
| Messaggio: |
...mai ascoltato il live at pompei?
Cmq di canzoni di 4/5 minuti allungate molto c'era solo Still I'm Sad. |
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| Autore: |
Flavio DiAnno |
| Inserito il: |
23/02/2009 |
| Messaggio: |
Si, il live at pompei mi piace parecchio, crea molte atmosfere.
Still i'm sad, ma ricordo che ce ne erano altre, credo che nel dvd live in monaco anche man on the silver mountain e catch the rainbow durino parecchio (non lo guardo da tanto)
Anche coi deep purple, le canzoni venivano allungate, in particolare space truckin e you fool no one.
Il live in London è uno dei migliori live che abbia mai sentito, ma se ci fosse qualche canzone in più sarebbe il non plus ultra.
Comunque anche così i concerti sono molto belli, e diversi dalla normale riproposizione delle canzoni, anche se a me piace sentirne tante, spaziando nella discografia |
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| Autore: |
MetalBurn! |
| Inserito il: |
23/02/2009 |
| Messaggio: |
Le canzoni molto lunghe erano stargazer e still ma stargazer durava quasi 10 minuti pure in studio. In MOTSM spesso veniva eseguito un medley con inserimento di stastruck e blues cmq non era per niente noioso.
La versione di The Mule allungatissima di Made In Japan ha fatto scuola e molti passaggi di batteria di quella versione live vengono insegnati oggi nelle scuole di musica. |
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| Autore: |
Flavio DiAnno |
| Inserito il: |
23/02/2009 |
| Messaggio: |
Su ciò sono d'accordo, negli anni 70 funzionava così, queste divagazioni sono state seminali. Adesso si suona la canzone, poi un altra e così via fino alla fine del concerto. Comunque il succo del mio intervento è che è un peccato che questo disco non sia stato molto suonato dal vivo, perché sono stupendi pure i pezzi mai suonati live. Complessivamente durerebbe mezz'ora, ma i Rainbow avevano già i pezzi lunghi. Peccato che non abbiano fatto anche run with the wolf, che almeno è la più breve. |
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| Autore: |
Amedeo |
| Inserito il: |
07/03/2009 |
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Masterwork!!!!.................Nuff Said!!!
Non ci sono parole............ |
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| Autore: |
Evil J. Mario |
| Inserito il: |
17/03/2009 |
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Uno dei più grandi dischi di tutta la Storia del Rock, non c'è un brano inferiore ad un altro, tutti capolavori assoluti (ma sul serio).
Bellissima la recensione di Umbe, davvero degna di "Rising".
Sul discorso delle improvvisazioni dal vivo... beh, i DP inizialmente si sono fatti un nome soprattutto grazie ai loro concerti... ho detto tutto.
Le improvvisazioni dal vivo erano parte integrante dei 70's, le più grandi band erano solite aumentare di sei volte la durata di un brano, dai Pink Floyd ai Led Zeppelin (pensate a "Dazed And Confused") ai Deep Purple ai Rainbow... |
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| Autore: |
raf meine |
| Inserito il: |
25/08/2009 |
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dopo 15 anni di ascolti metallari, ho colmato solo un mese fa l'enorme lacuna di "rising"...e ho capito che questo disco è un disco "futurista"...nel senso che blackmore, senza accorgesene, ha raccontato, in soli trenta minuti, tutto il metal dei successivi trent'anni...dio, malmsteen, dream theater, stratovarius...peccato che ora si sia dato al folk...però, secondo me, se pazientiamo altri due-tre anni, ritornerà all'hard rock...con una reunion dei rainbow... |
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