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DOKKEN "BACK FOR THE ATTACK" 1987
Una mattina dell’autunno 1987 ero in sella della mia Vespa Piaggio e mi stavo facendo una giratina per Firenze, al ritorno passai dal mio negozio di dischi preferito che si trovava a Scandicci. Mi fermai e come al solito mi misi a dare un’occhiatina ai vari vinili o per meglio dire alle novità (visto che il quel periodone novità hr e hm non mancavano proprio). Mentre con le dita anzi con le unghie stavo spulciando i vinili, il negoziante mette sul piatto dello stereo un disco e dopo qualche istante rimango impietrito dal giro di chitarra che sento. Resto immobile e continuo ad ascoltare quel suono potentissimo ma non si trattava di quel casino che andava di moda a quei tempi (Slayer e compagnia bella) il suono era pulito potente ma pulito. Resto sempre immobile e incuriostito all’inverosimile fino a quando non inizia la parte cantata e alla prima nota mi si accende la lampadina! Non potevo sbagliare, quella voce era unica, bellissima e anche il suono della chitarra mi torna all’improvvisto familiare, ok non potevano che essere loro, i DOKKEN!
Infatti il negoziante mi conferma che si tratta del nuovo disco e mi dice di averlo ascoltato solo un paio di volte perché gli era arrivato quella mattina stessa! Mi guarda e dice, questo non è il solito disco rock melodico americano, questo suona potente! Io gli dico: ma è sul genere del favoloso “1987” degli Whitesnake uscito qualche mese fà? MI risponde: mah l’ho ascoltato poco ma penso di sì! Io : ok, lo compro!
Poche volte sono stato così entusiasta anche perché come avrete capito io non mi aspettavo di trovare l’ultimo album dei Dokken e oltretutto nonostante mi piacessero molto, io persi la testa per loro proprio con “Back for the Attack”(ne era passato di tempo da quando la band madre dell'hard rock americano aveva pubblicato il pure bello "Breakin' the Chain")! Peccato che quell’album si sarebbe rivelato il loro canto del cigno, ma che canto!!!
Appena tornai a casa misi sul piatto il disco e mi sdraiai come sempre sul divano, volume molto alto e con la copertina e l’inserto tra le mani, purtroppo non c’erano i testi almeno nella versione italiana dell’album (io sto parlando del vinile, non ho mai comprato il cd).
Mi è sempre piaciuto leggere i testi mentre ascolto le canzoni ma fa niente in questo caso mi misi guardare la copertina bellissma, eh si in quell’anno riuscivano bene pure le cover! Bello pure il retro cover, un vero gioellino.Mi guardo la formazione anche se sapevo benissimo qual’era, cmq:
Don Dokken voce
Mick Brown batteria
George Lynch chitarra
Jeff Pilson Basso
Questo era l’ordine dei musicisti come riportato in retrocover.
Dopo album come “1987” degli Whitesnake (il top album dell’anno!), Dream Evil dei Dio, “Appetite for Destruction” dei Guns ‘n’ Roses, “Keel” dei Keel, “Hysteria” dei Def Leppard, “Phenomena II”, “Eternal Idol” dei Black Sabbath, “Girls, Girls, Girls” dei Motley Crue, “Lee Aaron”, “Wild Frontiers” di Gary Moore, “Perfect Timing” degli MSG, ecc…non mi aspettavo un altro disco epocale!
I Dokken mi erano sempre piaciuti, soprattutto “Tooth and Nail” con quella bomba di titletrack e la bellisisma “Into the Fire”. “Under loock and Key” mi era piaicuto molto ma non mi aveva fatto fare i salti come il suo predecessore per cui ero un po’ timoroso di come sarebbe stato il nuovo album.
Tornando a “Back for the Attack”, la puntina del mio stereo sta per scendere sul vinile e io non vedo l’ora che ciò accada, forte di quell’antipastino di qualche ora prima…
Il giro di chitarra di Lynch è da urlo ed è sostenuto alla grande da un sezione ritmica perfetta! Il fenomeno Dokken arriva dopo un minuto abbondante dall’inizio e subito fa venire i brividi in una canzone il cui titolo è tutto un programma! Una delle prime canzoni che parlavano di AIDS ma soprattutto era una canzone heavy metal con i fiocchi”! Bellisisma, “Kiss of Death” si giocava la palma di milgior canzone dell’anno con “Still of the Night” degli Whitesnake. L’assolo di lynch è qualcosa di indescrivibile tanto era bello, veloce, heavy, melodico, tutto questo in uno stesso assolo e come dico sempre io , questo assolo è di quelli che ti restano in testa.
Vadano a quel paese i chitarristi ultra tecnici che seppur bravissimi non riescono a comporre un bell’assolo. Qui stiamo parlando di Lynch e dei Dokken, la band di punta del Class Metal (definizione nata proprio per descrivere la musica dei Dokken dal grande giornalista italiano Beppe Riva) . Ricordo che il termine Class metal veniva e viene usato solo in Italia, in USA si parlava e si parla di Hair Metal o Hard Rock melodico. Passando al secondo brano “Prisoner” ci troviamo di fronte ad un’altra chicca di Hard Rock roccioso ma melodico allo stesso tempo, chitarra sempre dura con e linee vocali di Dokken che addolciscono il suono ma non sono mai stucchevoli anzi.
Ancora un grande assolo e un Dokken che pareva drogato da quanto cantava bene.
Un altro riff magistrale apre “Night By Night” , altro brano dove l’hard rock e la melodia si fondono per far godere i nostri timpani. Mai come in questo disco si amalgamano alla perfezione suoni duri con melodie ultra azzeccate e l’esempio top è proprio” Night By Night”, ascoltare per credere. Non so se mi piace di più la parte cantata o quella strumentale e questo mi accade solo per pochi dischi e tutti sono meravigliosi come questo.
Ma le meraviglie non finiscono certo ora, la quarta canzone dal titolo “Standing in the Shadow” è la riprova di ciò che ho detto fino ad ora, tocco di chitarra che è un programma , Brown che picchia forte ma senza mai esagerare e il suono che ne esce è grandioso e pieno di phatos. Dokken contribuisce ad aumentare il phatos con le sue linee vocali sempre più fantastiche.
A questo punto inizio a pensare che quest’annata possa ancora contenere delle sorprese anche se questo disco per me era già da podio insieme a “1987” dei Whitesnake e “Girs, Girls, Girls” dei Motley Crue ma a un soffio di distanza c’erano un'altra ventina (forse più) di dischi da urlo!
Con “Havent Sent” Lynch si scatena ulteriormente e come non pensare alla lotta interna che era già innescata nella band? Pareva di essere tornati ai tempi dei Deep Purple Mark II quando Gillan e Blackmore si facevano la guerra per riuscire ognuno dei due a prevalere sull’altro.
Momento struementale con “Mr Scary” dove Lynch si sbizzarrisce in virtuosismi ma mai fine a se stessi infatti non annoia mai per i suoi quasi 5 minuti e in vari punti mi ricorda molto quel fenomeno soprannaturale chiamato Randy Rhoads (R.i.p.).
IL lato B si apre con “So Many Tears” pezzo più cadenzato in cui la melodia fa la parte del padrone.
“Burning Like a Flame” è un altro brano un pò più vicino al sound aor che non all’Hard Rock che ci hanno fatto ascoltare fino ad ora i Dokken su Back for the Attack.
Terzo brano del lato B è “Lost Behind the Wall” con intro di Dokken seguito dal riff di Lynch e bel ritornello. Altro pezzo non troppo tirato.
Con un arpeggio inizia “Stop FIghting Love”, e prosegue l’andamento assai più tranquillo del lato B rispetto al lato A. Ancora grandi melodie e bel ritornello.
“Cry Of The Gypsy” è forse il brano che mi coinvolge meno, sia chiaro se questa canzone apparisse su un disco di oggi si griderebbe al miracolo.
Il solo è grandiso come sempre, Lynch in questo disco non era umano!
Ed eccoci a “Sleeping Night” il cui ritornello ti resta in testa per giorni, mesi, anni!!!
Ma il finale ci riserva una gradita sorpresa, la vera perla dell’album “Dream Warriors” colonna sonora del film Nightmare 3 i guerrieri del sogno! Il film fu epocale, io ricordo che ebbi una paura pazzesca e che non si riusciva mai a capire quando fosse la realtà o un sogno. Oggi pare un filmetto ma ai suoi tempi fu grandioso, mi riferisco al primo della serie, il secondo fu uno schifo e non era il sequel del primo, cosa che invece fu il terzo dove compariva pure “Into the fire”.
Ritornando alla canzone direi che qua i brividi vengono davvero, è di una bellezza astrale, dalle prime note della chitarra, al riff e alla sensazionale voce di Mr Don Dokken che non sarà mai stato un fenomeno sui palchi ma il suo timbro glielo hanno invidiato anche su Marte!
Sono esagerato se dico che il ritornello di Dream Warriors è uno dei più belli di sempre? Io non credo di esagerare affatto, se poi ci aggiungiamo il bel solo e quell’inizio da brividi…
Che anno il 1987 e che disco “Back for the Attack”, dite che Dokken non canta più così e che un disco simile non tornerà mai più? La cosa non mi interessa perché io ho questo vinile e me lo rimetterò sul giradischi ogni volta che ne avrò voglia.
Voto 10 e lode
MetalBurn!
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| Autore: |
Evil J. Mario |
| Inserito il: |
17/03/2009 |
| Messaggio: |
Album monumentale. Anch'io c'ho la first press in vinile e, insieme a "Under Lock And Key" e a pochi altri vinili di altre band, lo tengo sempre accanto al giradischi perchè sono tra gli lp che ascolto maggiormente (senza quindi che faccio continuamente avanti-indietro per prendere e posare il vinile quando lo ascolto :)).
Un masterpiece che ha fatto Storia, il 10 e lode ci sta tutto, e con lui anche la bellissima recensione.
Personalmente preferisco un pizzico di più "Under Lock And Key", ma il 10 con lode ci sta per entrambi!! |
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| Autore: |
killers |
| Inserito il: |
18/03/2009 |
| Messaggio: |
NON UN DISCO CAPOLAVORO, COME DICE METALBURN MA " MITICO ". |
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| Autore: |
queenirons |
| Inserito il: |
19/03/2009 |
| Messaggio: |
Disco bellissimo e recensione ancora piuì bella. Quei Dokken erano formidabili |
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