MOTORHEAD      "WE ARE MOTORHEAD"         SPV 2000




Difficilmente recensisco tra gli album storici un disco post '94 ma ci possono essere delle eccezioni e una di queste è “We Are Motorhead” dei Motorhead.
Siamo nel 2000 e stanno per iniziare le grandi reunion hr e hm. Quest’anno ci sono delle uscite importanti a livello discografico. Se non ricordo male la prima furono gli Ac/Dc a 5 anni di distanza dalla loro ultima fatica in studio con l’album “Siff Upper Lips” che fu per me una grossa delusione infatti si trattava di un disco hard rock blues che era assai lontano da i miei gusti che erano più spostati sul loro sound più heavy metal in stile Flick of the Switch. Altra grande uscita fu Magica dei Dio e si trattava di un gran bell’album ma lento molto lento, troppo lento per me. Non dimentichiamoci neppure dell’album della reunion degli Iron Maiden con lo storico singer Bruce Dickinson “Brave New World” che fu bellissimo ma anche i Maiden furono assai lontati da quell’heavy metal esplosivo che li aveva fatti diventare i numeri uno  negli anni ottanta. E la lista non finisce qua, quando uscì  “We Are Motorhead” ebbi qualche perplessità. Gli ultimi due album della band (Overnight Sensation e Snake Bite Love) erano stati per me i più deludenti della loro carriera (e restano pure di alto livello se pensiamo a cosa hano fatto i loro colleghi nei malefici anni novanta) per cui  aspettai un mese o due prima di comprarlo, temevo il peggio. Certo che quella copertina (che è la mia preferita di sempre) non poteva contenere materiale “molliccio”. Quando misi nello stereo il cd e attaccò la prima traccia “See Me Burning” mi accorsi immediatamente che i Motorhead erano tornati più Heavy Metal che mai e la loro musica era devastante come sempre e anche di più! La furia iniziale di Mikkey Dee toglie tutti i dubbi al sottoscritto. Credo che questa sia l’opener più furiosa di sempre per Lemmy e soci. Brano tra i miei preferiti in assoluto, continuo a non capire la sua esclusione dalle varie set list live.
Si prosegue con il favoloso mid tempo di "Slow Dance", brano ispiratissimo e bellissimo il cui ritmo e ritornello non ti si tolgono dalla testa.
La terza canzone è un altro brano che non dovrebbe mai mancare on stage, si tratta della bellissima e velocissima “Stay Out of Jail”, il cui giro di chitarra di Campbell è da incorniciare.
Quarta traccia è la cover di uno dei brani più coverizzati al mondo (superato forse dall’altra sex pistoliana Anarchy in Uk) “God Save The Queen” degli stramitici Sex Pistols, la band che più di ogni altra ha stravolto l’Inghilterra! Piacciano o no sono uno dei simboli assoluti non solo per il punk ma pure per le band Heavy Metal.
God Save The Queen è anche il singolo dell’album accompagnato da un bellissimo video. Detto ciò mi aspettavo una versione del brano più in stile Motorhead invece mi pare che si sia cercato di non applicare troppe modifiche all’originale. Cioè come diceva “No Future” Johnny Rotten, non lo dice nessuno!!!
Con "Out to Lunch", si torna ai ritmi atomici di Lemmy e soci con un Campbell sempre più esplosivo e autore di un gran bell’assolo e lemmy caricatissimo.
Mikkey Dee rallenta il ritmo nella sesta traccia “Wake The Dead” con un Lemmy che inzia a cantare sullo stile orgasmatroniano per poi tornare alle sue vocal di sempre. Ritornello paranoico ma tostissimo! Finale al fulmicotone!
Ed ora arriva il brano lento ma non si tratta del solito brano sdolcinato che spesso e volentieri troviamo nei dischi HM, bensì di un vero gioiellino. Veritiere furono le parole dello stesso Lemmy in un’intervista di inizio 2000: “perché abbiamo inserito un brano lento nell’album? Non per l’obbligo di farlo ma perché “One More Fucking Time è una bellissima canzone!” Non aggiungo altro, ascoltatela o riascoltatela se già la conoscete. Un Lemmy che pare avere le lacrime agli occhi mentre canta e assolo di Campbel da urlo. Capolavoro.
Ma non c’è tempo per commuoversi perché arriva “Stagefright” e si finisce sotto una bomba H anzi no HM! Mikki Dee inumano.
Nona traccia la più tranquilla e forse la più debole dell’album, “Heart On Your Sleeve”.
Ma un brano simbolo sta per arrivare “We Are Motohead” un esplosione HM alla velocità della luce, brano col quale per alcuni anni apriranno i concerti e dove ci sarà bagarre all’istante. Un brano pazzesco non solo per la sua velocità ma anche per la sua bellezza!
Per tornare alle prime righe, i Motorhead non si sono commercializzati! Niente brani lunghi e laboriosi “schaccia pelotas” ma brani esplosivi e corti come si faceva ai vecchi tempi.
Lemmy ha ora il batterista migliore che potesse trovare (dal vivo è mostruoso) e un chitarrista indiscutibile (anche se non avrà mai la personalità di Fast Clarke). Durata del disco 38 minuti nel vero stile Heavy/Punk dal quale sono nati i Motorhead. Chiudo con una frase simbolo di un grandissimo giornalista su un rockerilla anni ottanta: Lemmy dice di suonare solo r’n’r ma in realtà i Motorhead sono il simbolo dell’heavy metal.
Il mio disco preferito in assoluto dei Motorhead post formazione originale.

Voto 10/10

MetalBurn!




COMMENTI

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Autore: rock65
Inserito il: 25/06/2009
Messaggio: “One More Fucking Time è una bellissima canzone!” Non aggiungo altro, ascoltatela o riascoltatela se già la conoscete. Un Lemmy che pare avere le lacrime agli occhi mentre canta e assolo di Campbel da urlo. Capolavoro.

Pezzo da brivido. Concordo in pieno.