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GILLAN Mr Universe 1979
I Deep Purple non solo sono stati la band Hard Rock per antonomasia ma le band nate dalle sue costole sono riuscite in alcuni casi ad eguagliare (i Rainbow di Ritchie Blackmore) il successo della band madre e in altri addirittura a superarlo (i Whitesnake di David Coverdale).
Fra tutte le carriere dei figli del profondo porpora, quella che più di ogni altra è passata in sordina (non per noi di fbtn) è senza dubbio quella di Ian Gillan. Certo non è facile reggere il confronto con le carriere stellari dei suoi colleghi citati sopra ma sarebbe un gravissimo errore non riconoscere i molti meriti che hanno avuto Ian Gillan e le sue band soliste, in particolare i “Gillan”.
Come tutti sapete, nel 1973 Ian Gillan abbandona i Deep Purple (seguito a ruota da Roger Glover) mettendo la parola fine ai Deep Purple Mark II.
Di lì a poco formerà la Ian Gillan Band nella quali si circonderà da musicisti fenomenali ma il genere da questi suonato non sarà un logico seguito alla musica della band madre Deep Purple bensì il sound della band risulterà un Rock jazzato che non incontrerà molti favori tra i fan dello storico vocalist. Con questa band Gillan pubblicherà tre album (che tratteremo in futuro su fbtn) ed un live ma le vendite fuono bassissime e nella testa di Ian cominciò a muoversi qualcosa.
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Tutto nacque quando un giorno nell’estate del 1978, Ian Gillan entrò negli studios Kingsway Recorders e vide ma soprattutto sentì Colin Towns suonare una versione demo di Fighting Man. Gillan rimase allibito dalla bellezza del brano e chiese a Towns se quest’ultimo fosse in grado di scrivere altri brani (Hard Rock) per un eventuale album. La risposta di Towns fu affermativa e così iniziarono a mettere su una band tutta nuova.
Nel 1978 Gillan decide di cambiare rotta e pubblica un album solo per il mercato giapponese, australiano e della Nuova Zelanda dal titolo “For Fans Only”, con b-side, tagli e altre composizioni del periodo post Purple. Il disco riscuote un buon successo ed è richiesto pure nella madre patria Inghilterra dove uscirà come bonus disc nella prime 15000 copie di Glory Road . La band si presenta al festival di reading in gran forma e in un concerto nell’inverno del 1978, si presenta sul palco Mr Ritchie Blackmore, il quale poco tempo dopo chiederà al vocalist di entrare nei suoi Rainbow ma la risposta di Gillan fu negativa infatti oramai Gillan vedeva un futuro roseo per la sua band e decise di puntare tutto su questa.
La line up di Mr Universe comprende oltre a Gillan voce e Towns alle tastiere, Bernie Tormè alla chitarra (e voce), John McCoy al basso e Mick Underwood alla batteria.
Il mondo musicale nell’Inghilterra di fine seventies era in fermento, l’ondata punk stava per finire e stava per essere sostituita da quel fenomeno chiamato New Wave Of British Heavy Metal. Questo fenomeno ritirerà su le sorti dell’heavy metal che fino ad allora erano in mano a poche band e anche l’hard rock più roccioso tornerà a brillare. Grazie anche a questi cambiamenti che erano nell’aria un disco Heavy Metal come Mr Universe prese il volo arrivando alla pozizione numero 11 delle chart. Ian Gillan e compagni erano increduli, dopo aver vissuto gli anni post Purple di sola gloria finalmente era riuscito a sfondare con il suo disco più duro di sempre e la scalata alle classifiche continuerà con il successivo Glory Road che arriverà al 3° posto delle chart e soprattutto con Future Shock che si piazzerà in 2° posizione.
Con Future Shock ci sarà pure il derby con gli Whitesnake, infatti il loro Come An’ Get It scavalcherà proprio il disco dei Gillan e si piazzerà a sua volta in seconda posizione.
Tornando a Mr Universe, va detto che è stato partorito completamente dalla mente del fenomenale tastierista Colin Towns in stato di grazia.
Che Gillan sia tornato con un sound Heavy Metal è chiaro fin dall’opener “Secret of the Dancer”, preceduta dalla strumentale “Second Sight” che ci sta come il cacio sui maccheroni! Per capire quanto sia naturale come intro si può pensare al duo “Hellion/Electric Eye” dei Judas Priest.
Secret of the Dancer ci ripropone un Gillan scatenato e in formissima come non lo sentivamo dal periodo Mark II. Questa canzone è una vera bomba che apre idealmente il periodo più vero dell’ Heavy Metal inglese (la Nwobhm sta nascendo…) e di conseguenza mondiale.
Ritmi più tranquilli per “She Tears Me Down” con Towns sempre in cattedra.
Sul riff ultra fast di Bernie Tormè si apre “Roller” altro brano speed e Ian Gillan è una vera furia, è così che l’ho sempre voluto! Grandissima anche la sezione ritmica con il gigante McCoy (oggi nei GMT con Tormè) al basso e Underwood alla batteria.
Canzone trascinante come poche altre, da ascoltare a volume altissimo.
Ed ecco la titletrack “Mr Universe” che è un’altra gran bella canzone che siapre con le tastiere magiche di Colin Towns. Il ritmo è veloce anche qua e logicamente è sempre supportato da un songwriting da urlo. Molto bella la parte centrale completamente strumentale, dove Tormè, Underwood, McCoy si scatenano.
Mitiche le distorsioni di Tormè fino a quando Towns non riprende il brano in mano anzi nelle sue dita con il tema portante di Mr Universe, gli screaming finali di Gillan sono la ciliegina sulla torta di un altro brano capolavoro.
“Vengeance” oltre ad essere il singolo è anche il brano più commerciale dell’album. Canzone carina, volutamente orecchiabile.
“Puget Sound” è uno dei brani meno duri del disco dove le tastiere sono onnipresenti.
“Dead of Night”, è un brano hard rock veramente bello e ciò che rende molto belli questi brani è lo spazio che Ian Gillan lascia ai suoi musicisti!
Altro grande attacco per “Message in a Bottle” con un Gillan assai aggressivo fin dall’inizio. Questo brano ( insieme a Second Sight, Secret of the Dancer, Fighting Man e Dead of Night era presente anche nel disco giapponese Gillan anche se non nella stessa versione).
La chiusura di un disco capolavoro non può essere affidata che al brano principe dell’intero album. “Fighting Man” non si può descrivere tanto è bella, va ascoltata (a qualsiasi volume) e se siete come me appena finisce la rimetterete dall’inizio e continuerete così all’infinito (sono un po’ esagerato ma serve per rendere l’idea di quale brano sia questo). Un brano partorito dalla mente geniale di Towns ma se si trova lassù nell’olimpo il 50% del merito va al vocalist per eccellenza Ian Gillan (1969/1973 nessuno come lui) !!! Come se non bastasse l’assolo di Tormè è magistrale.
Nelle ristampe in cd del 2007, troviamo come bonus track , una versione heavy (un Tormè eccezionale) di “Smoke on the Water” registrata da questa formazione stellare ai Kingsway Recorders Studios. La “Smoke on the Water” jazzata e direi piuttosto moscia della Ian Gillan Band è lontana un milione di miglia, largo ai giovani della Nwobhm ma il leone ruggisce ancora e dimostra che il cantante della band più rumorosa del mondo (così i Deep Purple finirono sul Guinness dei primati nel 1972) è ancora lì a dettar legge!
voto Capolavoro
MetalBurn!
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| Autore: |
mimmo |
| Inserito il: |
08/10/2009 |
| Messaggio: |
si concordo, direi che IAN GILLAN nei primi anni 80 ha sfornato 3 dischi di grande intensità oltre al qui sopra citato direi ottimi anche GLORY ROAD & FUTURE SHOCK, riguardo "Fighting Man" per me è ancora più bella la versione edita nell'edizione Giapponese del disco "GILLAN"....
GRAZIE UMBERTO! bella RECE. |
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| Autore: |
MetalBurn! |
| Inserito il: |
08/10/2009 |
| Messaggio: |
Grazie Mimmo detto da te vale anche di più!
Per me Glory Road è quasi ai livelli di Mr Universe, Future Shock mi piace un pò meno perchè è troppo sperimentale ma sempre molto bello.
Mi piace molto anche Magic, ha alcuni bani tostissimi. |
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