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Motley crue Girls, Girls, Girls 1987 Versione Lp Made in Italy by Wea italiana S.p.a. Milano
Il 1987 è forse stato l’apice della musica hard rock & heavy metal, le classifiche del mondo intero (Usa in primis) erano affollatissime di dischi metallici. Capisco che per l’Italia non fosse così, tanto per fare un esempio l’album omonimo dei Whitesnake che era ai primi posti nel mondo intero, in Italia arrivò a toccare solo la 40° posizione della Hit Parade…e fu comunque un successo!
Non starò a ripetere i soliti luoghi comuni di tutte o quasi le recensioni sui Motley Crue, ovvero le droghe, le liti (Vince-Axel in prima linea), i particolari dei testi con donne, gli abusi, le violenze ecc…
Neppure mi voglio soffermare sulle incarcerazioni e sullo storico incidente d’auto dove perse la vita Razzle degli Hanoi Rocks. Dico solo che nel mondo del rock nessuno disdegna l’alcol e per quando sia stato grave un simile incidente, in auto c’era anche Vince Neil che ha rischiato di morire allo stesso modo, per cui mi fanno davvero ridere anzi pena coloro che parlano di Neil come di un assassino, certa gente è degna di San Remo e su From Burn to Now non si possono trovare articoli su tale dement-festival. Con questo spero di essere stato chiaro e chiudo l’argomento. Rocordo solo che un anno prima Tommy Lee aveva sposato la bellissima Heather Loacker già famosa per TJ Hooker e Dinasty, in un matrimonio spettacolare, ospiti del jetset e concerto Heavy Metal sul palco con Tommy vestito da sposo alla batteria e gli altri tre in abbigliamento da matrimonio!
Girls , Girls, Girls (album prodotto Tom Werman For Julia’s Music Inc) dei Motley Crue è a tutti gli effetti uno dei più grandi simboli della decade ottantiana, prima di tutto per l’album stesso che fu un vero capolavoro di Hard Rock-Heavy Metal Usa e anche e soprattutto per il video clip della titletrack! Il video di Girls, fu un vero e proprio inno dell’epoca con, donne bellissime e sexy, con un video incensurato dove si potevano vedere tette a gogo, con le harley dei 4 Motley bellissime e dal rombo inconfondibile della casa di Milwakee…un vero must! Se i Judas Priest avevano consegnato di diritto le Harley Davidson al mondo dell’Heavy Meta negli anni settanta (Hell Bent for Leather), i Motley Crue hanno dato conferma di questo splendido connubio negli ottanta.
Io ho sempre una vhs registrata ad un programma serale dove si poteva vedere di tutto di più, io e i miei amici siamo stati serate intere a riguardare quei quattro scalmanati nel mezzo a tette e altre cose…
L’ultimo loro disco fu Theater of Pain, il meno heavy della band e più glam, ricordo che durante quel tour ho letto che i quattro Motley avevano speso per gli abiti sul palco oltre un miliardo di lire!
A me quel disco piace moltissimo però effettivamente mi aspettavo un po’ di più dalla banda che ha lanciato l’heavy metal in Usa. Loro sono stati fin dalla loro nascita la metal band più di successo in America (solo i Guns gli insideranno anche se con un solo disco, i Metallica arriveranno a competere con il loro successo solo nei novanta), il li ho visto durante il loro tour di Shout at the Devil e devo dire a costo di essere monotono che erano delle vere belve, non fu facile a Nettuno (Roma) nel settembre 1984 per gli Ac/Dc far dimenticare il concerto dei quattro los angeliani che li avevano preceduti sul palco!
Siamo a metà dell’anno di grazia per Heavy Metal e Hard Rock (maggo 1987, una ventina di giorni prima era uscito 1987 dei Whithesnake...ma vi immaginate che tempi!), entro in uno dei miei negozi di fiducia a Firenze e vedo in vetrina il nuovo album dei Motley Crue, lo compro all’istante e me ne torno a casa di corsa, non vedevo l’ora di metterlo sul giradischi. L’annata sinceramente non era iniziata bene, i primi giorni di gennaio era uscito The House of Blue Light dei miei idoli Deep Purple, un disco che fa venire il voltastomaco. Con un singolo e video annesso che avrebbero fatto drizzare i capelli anche al pubblico tarato di san remo.
Però poi ci siamo ripresi alla grande e ormai uscivano quasi solo capolavori (nell’aprile di quell’anno era stato pubblicato “1987” degli Whitesnake…credo che Gillan e Blackmore abbiano perso l’appetito per i successivi 20 anni!), quindi le premesse per un grande disco c’erano tutte.
L’album si apre con “Wild Side” una vera bomba, una sezione ritmica da far impallidire la concorrenza tutta, uno dei più grandi brani di sempre, adrenalina pura! Bellissimo il videoclip dove si vedere Tommy Lee capovolgersi con la sua batteria tutta cristallo e acciaio mentre continua a suonare, uno dei momenti più rappresentativi degli anni ottanta. Questa batteria è stata poi portata anche in tour negli anni successivi. E chi li fermava più questi! I loro testi li avevano fatti diventare la band più “Cattiva” d’America e tale PMRC li aveva trasformati in veri demoni.
Pmrc era la sigla di Parents Music Resource Center, movimento fondato nel 1995 da tale Tipper Gore, moglie del senatore democratico Al Gore (per fortuna che alla presidenza c’era il grande Ronald Reagan altrimenti poveri noi) insieme ad altre mogli di senatori e politici che non avendo altro da fare, sparavano a zero sulle band HM obbligando le case discografiche ad appore degli appositi adesivi sulle copertine dove si indicava che i dischi erano inappropriati ai giovani e contenevano testi volgari, ecc… In poche parole il loro scopo era spazzare via l'intera scena metal.
Ok, torniamo al disco con la canzone che forse più di ogni altra rappresenta la quint’essenza della band “GIRLS, GIRLS, GIRLS. La titletrack si apre col rombo più famoso al mondo ovvero il suono delle Harley Davidson quando entrano in moto. La canzone è bellissima con un ritornello orecchiabile che non ti esce p iù dalla testa e che non puoi fare a meno di cantarlo. Non riesco ancora oggi ad ascoltare questo brano senza pensare al video, infatti sentiamo Vince parlare, Tommy fischiare come nel video una menzione particolare va allo stratosferico assolo di chitarra finale di Mick Mars un magnifico sigillo non tanto ad una canzone ma ad un’epoca.
Non facciamo in tempo a smettere di canticchiare Girls..che un giro di chitarra straordinario apre “Dancing on Glass”. Altro gran pezzo di Hard Rock usa con i controfiocchi, il ritornello con in sottofondo la chitarra di Mick Mars è spettacolare e le strofe scorrono alla grande. Belli anche i cori soul finali e le tastiere.
Ancora adrenalina con la bellissima “Bad Boy Boogie” titolo preso in prestito dagli AC/DC di Bon Scott.
Un Vince Neil sempre in splendida forma vero marchio di fabbrica della band ma in questa band tutti e quattro i membri sono essenziali. Mars sfoggia nuovamente un grande solo e la sezione ritmica del leader Nikki Sixx e di Tommy Lee non fa prigionieri. Classico anni ottanta il ritornello a metà canzone senza musica in sottofondo…nella storia.
Chiude la prima facciata la ninna nanna particolare e sentita di Nikki Sixx “Non(n)a”
Il lato B si apre con “Five Years Dead”, mi assale la sensazione che la b-side non sarà all’altezza del lato a ma del resto se così fosse stato avremmo parlato di super opera d’arte. IL brano scorre bene con la solita chitarra graffiante e trascinante, ritornello carino ma non eccelso.
Un vero anthem la seguente “All In The Name Of …, ancora una volta aperta da un giro di chitarra marsiano tostissimo. Molto rocchenroleggiante molto bella.
“Sumthing’ For Nothin’” è forse il brano più anonimo dell’intero album ma sempre sostenuto da Mars e da quei due mostri di Sixx e Lee, non a caso quest’ultimo nei vari referendum ottantiani su quale fosse il miglior batterista al mondo, si piazzava sempre o quasi sul podio!
“You’re All I Need” è la ballad di rito per ogni disco Hard e/o Heavy che si rispetti! Bella certo non bisonga peccare e paragonarla alla ballad per eccellenza “Home Sweet Home” che spazza via tutti e tutto!
La chiusura dell’album è una cover al fulmicotone di “Jailhouse Rock” di Elvis Presley dove tutti e quattro i ragazzacci danno il tutto per tutto, rendendo ancora più esplosiva una canzone che era già un mito.
I brani sono praticamente tutti scritti da Nikki Sixx, con pochi aiuti degli altri ma del resto lui è da sempre il leader incontrastato.
Il successivo “Dr Feelgood” riuscirà dove Girls, ha fallito ovvero a raggiungere il primo posto di Billboard ma le vendite di Girls, Girls, Girls restano insuperate nonostante il secondo posto. I Motley con questo disco entrano di diritto nel mito e si confermano i più grandi in Usa nonché i precursori di tutto ciò che è venuto dopo Glam metal su tutto, anches e definire i Motley glam è assai riduttivo. Ci sono band davvero molto glam e poco metal, loro erano il contrario. Oggi ai loro concerti non si riconoscono gli uomini dalle donne, pare di essere ad un festival dell'arcigay, negli ottanta c'erano solo metallari! Chi era con me a Nettuno 84 ma anche a Milano 89 può confermare.
Un altro punto da non sottovalutare è l’attività live della band, i motley sono nati come band live e fin dagli inizi hanno girato il mondo in concerto senza risparmiarsi mai. Molti loro colleghi si limitavano a pubblicare video clip per MTV e a suonare qualche concerto in Usa ma guai a uscire dal paese a stelle e strisce (vedi Ratt, Cinderella su tutti e mille altri!!!).
Motley & Girls Rules!
Voto 9+/10
MetalBurn!
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| Autore: |
bonaiuti79 |
| Inserito il: |
20/03/2012 |
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unica critica che posso fare a questo disco sono i suoni...per il resto se dovessi far sentire a una persona che non conosce i crue un disco che li rappresenti,penso che gli farei ascoltare questo!!! |
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| Autore: |
MetalBurn! |
| Inserito il: |
20/03/2012 |
| Messaggio: |
Per me invece è perfetto così, credo che i suoni espressi siano perfettamente inl linea con un album del genere, non vedo come si possa produrre diversamente una Wild Side (tanto per fare un esempio). |
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| Autore: |
bonaiuti79 |
| Inserito il: |
20/03/2012 |
| Messaggio: |
è giusto una questione di gusti,mi piacciono molto i suoni shout e quelli di dr feelgood anche se sono 2 suoni completamente diversi...come canzoni girls non si discute!!!! |
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