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Deep Purple live in Inglewood 1968
Ritchie Blackmore chitarra
Jon Lord tastiere
Ian Paice batteria
Rod Evans voce
Nick Simper basso
Da pochi mesi era uscito il primo disco dei Deep Purple (Mark I) “Shadows of Deep Purple” quando Blackmore e soci aprirono per i Cream (nel loro ultimo concerto americano) al forum di Inglewood a Los Angeles,California. Era il18 Ottobre 1968.
I fan dei Purple sono già a conoscenza dello storico bootleg ma finalmente nel 2009 la Purple Records pubblica una versione rimasterizzata a dir poco eccezionale. Sempre la Sonic Zoom aveva pubblicato un cd ufficiale nel 2002 ma la qualità audio non era molto soddisfacente.
Stiamo parlando di una registrazione effettuata con una telecamera Sony nel 1968 la cui qualità video è pessima ma l’audio soprendentemente è assai valido. Poche distorsioni e nessuno rumore del pubblico che copra la musica, almeno non in modo eclatante. Aprire per una band come i Cream fu una bella presentazione per i Deep Purple, infatti Ginger Baker, Eric Clapton e Jack Bruce avevano raccolto oltre 16000 spettatori. I brani presentati dai Purple, sono tutte cover (esclusa la strumentale "Wring That Neck"), la mente geniale di Blackmore era ancora nella fase di studio.
Il live si apre con "Hush", cover di Joe South e primo singolo per i Deep Purple. La versione live non è male anche se per chi è abituato ad ascoltare le linee vocali ultra potenti di Gillan, farà un certo effetto sentire quelle assai inferiori di Rod Evans anche se timbricamente non gli era molto lontano. Nelle note più altre Evans sparisce proprio.
Segue "Kentuky Woman" che fu anche il secondo singolo americano.
In "Mandrake Root" sono presenti passaggi strumentali che poi ritroveremo anche nelle lunghissime versioni di Space Truckin.
La parte cantata di "Help" è più lenta dell’originale e la voce di Evans è veramente messa a dura prova, per il resto è suonata alla grande.
Troviamo poi "Wring That Neck" che verrà pubblicata nel successivo album del 1969 "Book of Talesyn".
In "River Deep, Mountain High", lord da pure un assaggio di Odissea nello Spazio.
Anche in questo brano Lord e Blackmore si sbizzarriscono alla grande dandoci un assaggio di ciò che sarà qualche anno dopo, lo stesso si può dire di Paice.
Il finale è affidato alla cover di Jimi Hendrix “Hey Joe” che a sua volta aveva coverizzato dalla versione di Billy Roberts.
Concludendo direi che non siamo di fronte ad un album live imprescindibile ma è una testimonianza unica dei Deep Purple Mark I ovvero la formazione origiale di quella che diventerà la più grande Hard Rock band di tutti i tempi. Logicamente Rod Evans e Nick Simper non potevano restare sulla barca con gli altri 3 fenomeni.
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MetalBurn!
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| Autore: |
Marco '70 |
| Inserito il: |
23/09/2009 |
| Messaggio: |
mi sa che sia un cd da collezinisti burn, che ne dici? |
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| Autore: |
MetalBurn! |
| Inserito il: |
24/09/2009 |
| Messaggio: |
Bè come ho detto non è un live imprescindibile ma resta una testimonianza unica, ci vuole. |
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| Autore: |
Spike |
| Inserito il: |
25/09/2009 |
| Messaggio: |
Mah..onestamente a me questo sembra superfluo. |
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| Autore: |
Spike |
| Inserito il: |
25/09/2009 |
| Messaggio: |
ragazzi, Umbe, sono io ma quello di sopra che ha postato il commento non sono io!!! Attenzione, mi sà che questo giullare di merda, che tanti problemi ci ha creato negli ultimi mesi.....si aggira ancora qui |
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| Autore: |
MetalBurn! |
| Inserito il: |
25/09/2009 |
| Messaggio: |
Ha scritto Spike:
"ragazzi, Umbe, sono io ma quello di sopra che ha postato il commento non sono io!!! Attenzione, mi sà che questo giullare di merda, che tanti problemi ci ha creato negli ultimi mesi.....si aggira ancora qui"
...o è lui o uno dei suoi compagni di merende. |
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