NO REMORSE - "SONS OF ROCK"    Mygraveyardproductions 2010


Maurizion Muratori   voce
Aldo Tesi     chitarra
Sandro Paoli   chitarra ritmica
Franco Birelli   basso
Massimiliano Becagli   batteria


1Hymn to birth
2 Sons of rock
3 No more murders in this world
4 The sun is rising it's time to die
5 When the night comes
6 Start from the bottom
7 Here's not hollywood
8 Escape
9 Why
10 Watch me burn
11 No remorse
12 Hymn to birth(reprise)





Tanto per capirci, non stiamo parlando un una nuova band di ragazzetti che si accingono per la prima volta a suonare uno strumento o (ancora più importante) a salire su un palco. Stiamo parlando di un gruppo di musicisti (di Prato) abituato ai palchi di tutt’Italia da una vita e stiamo recensendo il loro primo album in studio (dopo il demo del 2004).
Non è più un terremoto ma un heavy più ragionato e quella parola “Rock” nel titolo del disco e dell’opener ci fa capire che qualcosa di orecchiabile c’è (ma sia chiaro che restiamo in campo HM con pochi fronzoli, l’aor in questo caso resta a casa).
L’opener non è il solito brano locomotiva della maggior parte dei dischi hm ma ha un ritornello volutamente ruffiano che poi continuerai a canticchiare per ore.
Maurizio Muratori è un vocalist di grande esperienza che ha fatto cover dei più grandi artisti heavy, da Halford a Lemmy a Bon Scott….
La sua versatilità si ritrova tutta su questo disco.
Già con “No More Murders in this World”, sentiamo un sound che ricorda un certo capolavoro priestiano del 1990 (devo fare il nome?), soprattutto per la voce e i riff. Stesso discorso per le chitarre che poi al momento dell’assolo cambiano stile andando a cercare le asce dei grandi Maiden.
Si resta tu terreni speed anche con il “When the Nights Come”, sempre Halford in cattedra anche se Muratori va anche su terreni più moderni.
Con il quinto brano (Start from the Bottom) il ritmo rallenta (ma non si addolcisce sia chiaro), qua Maurizio va a cercare tonalità vicine a Mark Knopfler per poi tornare improvvisamente in alto.
Ma ci sono richiami pure a Roger Waters (almeno io ce lo sento) e via spediti su questo heavy cadenzato e molto bello.
E via con sound e voce “australiana” col sesto brano ma per tutto il disco si continuerà a sentire qualcosa dei vecchi eighties. Più o meno vengono citate molte grandi band storiche, Judas, Iron, Accept, Ac/Dc, ecc...
Bella prova anche durante “Why”, il brano più lento dell’album, dove nonostante una voce graffiante, Maurizio pare trovarsi a proprio agio.
Certo non voglio gridare al miracolo ma del resto oggi non si grida al miracolo neppure con le band dei nostri sogni, per cui…
Mi piacciono un po’ meno quando si spingono un po’ troppo su terreni modernisti come in “Watch the Burn” ma del resto non tutti sono dei dinosauri come me ah ah.
Undicesimo brano “No Remose”, brano ultratrascinante. Non mi fa impazzire ma dal vivo farebbe saltare anche un bradipo. L’assolo è bellissimo.
Grande prova delle due asce con Tesi in evidenza e co-songwriter con Muratori. Anche la sezione ritmica è bella robusta.
Concludendo, penso si un disco da acquistare perché è bello da ascoltare e perché suona molto bene. La produzione non è forse limpidissima ma del resto la storia è piena di dischi capolavoro (heavy) con una produzione simile. Forse (mia opinione personale) per la cover potevano trovare qualcosa di più bello e originale. 


MetalBurn!      voto 7,5



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