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QUEEN LIVE IN DALLAS 28/10/1978

Ciao rinati utenti di FBTN…rieccomi, sono Alex alle prese con la mia seconda recensione..per ora restiamo fermi ai Queen con un altro doppio cd bootleg per me molto significativo,nella mia versione intitolato “The first Jazz on stage” di cui personalmente non sono a conoscenza dell’esistenza di vinili importanti contenenti questo concerto…ma con Umberto si avrà tempo per le delucidazioni!!
Ho scelto di parlare di questo bootleg perché è il concerto di apertura del “Jazz tour” iniziato negli Usa e perché ha un audio più che buono e rappresenta l’inizio di una svolta nell’aspetto live della Regina che arriverà a sfociare non molto tempo dopo nell’epico Live album ufficiale “Live killers” tratto però dalle registrazioni della seguente tappa europea del tour di inizio 1979 in Europa.
Di acqua sotto i ponti ne è passata moltissima nel tempo che ci separa dalla prima visita in Giappone dei nostri da me già recensita, e i Queen sono un gruppo ormai di fama mondiale, avendo sfornato nel frattempo albums epici come: “A night at the opera”, “A day at the races”, “News of the world” e “Jazz” appunto ma è con questo tour che i Queen abbandonano l’aspetto glam, dandy ed effeminato degli esordi soprattutto nel modo di presentarsi (Freddie in particolare) in favore di uno stile macho, tutto cuoio, pvc e capelli più corti degno dei Judas Priest…insomma hard rock puro!
Adorerò per sempre la scaletta e la carica dei concerti di questo periodo storico in cui i Queen erano realmente la più grande Live band al mondo!
Ma attacchiamo il primo cd e sentiamo l’atmosfera calda precedere l’inizio di “We will rock you..fast version” versione resa celebre x essere una derivazione del brano originale utilizzata per aprire molti live tra il 1977 e il 1982…ed è subito un grande pezzo!
Il secondo brano è “Let me entertain you” dall’ultimo jazz, pezzo forte e ben interpretato fatto apposta per accrescere il phatos tra il pubblico…missione riuscita ovviamente, e a fine brano Freddie precisa a tutti i presenti che questa è la prima data del nuovo tour e che essi sono i primi a sentire i nuovi brani dal vivo.
E si prosegue con un altro pezzo tratto da Jazz: “If you can’t beat them” dalla penna di John Deacon (e guai agli ignoranti che ancora sostengono egli avesse un ruolo marginale nei Queen) che si deduce subito nella versione live come acquisti tutta un'altra potenza rispetto all’album che ho sempre trovato in alcuni brani non suonare abbastanza deciso come in tutti i 6 che lo avevan preceduto, ma che si rifà alla grande nelle versioni on stage (questo fatto sarà ancora più evidente nei live del 1982 con i brani tratti dal mediocre hot space).
Ma ecco Freddie seduto al piano introdurre con il suo classico vocalizzo improvvisato l’immortale “Somebody to love” splendida come sempre in questi anni e in grado di far gridare e battere le mani all’intero auditorium!
Ora è tempo della velenosissima e aggressiva “Death on 2 legs” da “Night at the opera” dedicata da Freddie al manager dei Queen dei tempi dei primi 3 albums Norman Sheffield..colui che li stava inducendo al fallimento e bancarotta, brano seguito a ruota dal capolavoro “Killer Queen” e da una versione parziale della divertente (sempre dall’ultimo Jazz) “Bicycle race”, tutti brani “Mercuriani”.
Ma ci deve essere gloria anche per Roger taylor e potente e cristallina come non mai dal vivo a fine anni 70 ecco “I’m in love with my car”, assolutamente perfetta!
I Queen sono la qualità e la varietà “FATTA BAND” questo è quello che si può pensare dopo aver ascoltato la seguente song psichedelica “Get down make love” e se vi fermate a sentire concentrati gli effetti sonori e l’effetto spettro vocale di Freddie vi chiederete se siamo davvero nel 1978 e se i Queen fossero umani!
Torniamo in territori più terrestri con la sempreverde e orecchiale “You are my best friend” di John Deacon e poi ecco Freddie a introdurci il brano di “Sheer heart attack” scritto da Brian may, un classico live qui eseguito al massimo della potenza sonora di chitarra, basso e batteria; e con un Freddie strepitoso che nel mezzo si abbandona a improvvisazioni vocali da pelle d’oca.
In un repertorio così di qualità di questo periodo storico non può mancare la splendida ballata del 1977 “Spread your wings” scritta da John Deacon (e ditemi ancora che è marginale!!!) e cantata con grandissimo sentimento da Mercury.
Il pubblico se la sta spassando a giudicare dalle grida e allora passiamo alla fase acustica del concerto e via con un brano di “Jazz” secondo me ingiustamente sottovalutato che ci da proprio la sensazione di sgabello, chitarra, bicchiere di vino, fuoco del camino e risate in compagnia..ossia “Dreamer’s ball”.
Ohh ecco “Love of my life” di Freddie nata nel 1975 per “Night at the opera” che ai tempi di questo live possiam definire come la versione della canzone..diciamo qualche mese prima di diventare un brano immortale, poiché solo con l’uscita di “Live Killers” diventerà il classico cantato da stadi interi anche perché i nostri in principio non la eseguivano dal vivo e a questi tempi avevano appena iniziato a inserirla in scaletta…è quindi curioso qui come possiamo sentirla già nel suo splendore, ma con Freddie che ancora non si sbilancia a lasciar cantare solo il pubblico.
Concludiamo quindi questo momento più tranquillo con tutti i nostri al centro del palco e con tanto di tamburello per la splendida “’39” di Brian cantata però come voce solista in sede live da Freddie a differenza che sull’ Lp d’origine.
Qui passiamo quindi al secondo cd di questo bootleg e via con il rockaccio di “It’s late” grandissimo brano di “News of the world” anche dal vivo che ahimè non verrà ricordato in questa veste da molti, poiché sebbene fosse in scaletta a questi tempi sarà fra quella manciata di brani scartati dal “Live killers” rilasciato l’estate successiva e non venendo mai più eseguita nei tour a seguire finirà nel dimenticatoio, ma qui è possibile apprezzarne tutti i cambi di ritmo e l’esecuzione straordinaria.
Rifacciamo un balzo indietro a “SHA” e “Brighton rock” nella sua integralità di canzone, guitar solo, drum eccetera è servita…Devo dire altro??!!..Folla in visibilio.
Adesso Freddie ci introduce “l’ultimo singolo” e “Fat bottomed girls” è imperiosa e adorabilmente volgare come solo il miglior showman della storia sa essere..la voce non dà un segno di cedimento, siamo in stato di grazia!
Passiamo al brano veloce e impestato che l’anno prima mandò a casa pure i Sex Pistols e le loro convinzioni che i Queen e Freddie fossero buoni solo per il balletto, ossia “Sheer heart attack” eseguita ancora più veloce che su studio album e per un paio di minuti a Dallas è “Punk rock” allo stato puro.
I Queen ora vogliono tornare indietro ai loro inizi e al primo album, ma ora “Keep yourself alive” risulta più grintosa e rockeggiante che mai e concede a Roger anche un bell’assolo nell’ intermezzo di batteria.
Siamo a “Bohemian Rhapsody” e nessuno direbbe che Freddie ha già cantato 20 canzoni, grandiosa come sempre..niente da aggiungere.
Suonare (e cantare soprattutto) l’hard rock di “Tie your mother down” dopo quasi 2 ore che ci si sta rompendo il culo non sarebbe da molti ma qui stiamo parlando di Queen 1978 e pestano ancora alla grande, con Freddie che la esegue meglio qui a fine concerto, che nel “Works” e “Magic tour” quando la suonavano a inizio show.
Un battimano feroce ci fa capire che siamo a “We will rock you” e ora sì che tutti sbraitano e cantano…ma Freddie come cazzo fa ad avere ancora sta voce fresca come una rosa??...Boh, è la cosa più grande dopo Dio..non facciamoci troppe domande e sentiamoci il super assolo di Brian!
La nostra superba e intramontabile “We are the champions” chiude il concerto mentre anche i muri e le sedie cantano…Freddie ringrazia tutti e “God save the Queen” dà la buonanotte a un pubblico decisamente fortunato.
Spero abbiate gradito anche questo mio secondo sforzo…QUEEN RULES AND FBTN FOREVER!
P.S. Questo bootleg del primo concerto del Jazz tour Americano è un’occasione per poter ascoltare un intero live che rappresenta anche il meglio dei Queen live anni 70 in epoca appena pre LIVE KILLERS…tutto ciò è impreziosito dal fatto che sebbene non solo in questa prima fase americana del tour di fine 1978 ma anche in quella successiva europea del 1979 (dal quale collage di concerti è tratto Live killers) fossero eseguiti tutti questi brani, dall’epico live album ufficiale del 1979 furono purtroppo escluse nell’ordine: “If you can’t beat them”, “Somebody to love” (inspiegabilmente), “Fat bottomed girls” e “It’s late”.
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Alex
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| Autore: |
MetalBurn! |
| Inserito il: |
28/03/2012 |
| Messaggio: |
Stasera me lo leggerò con calma, ma sono certo che non mi deluderà!
ps in effetti non credo ci siano versioni di questo bootleg in vinile. |
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| Autore: |
MetalBurn! |
| Inserito il: |
29/03/2012 |
| Messaggio: |
Letta d'un fiato, bellissima! Certo che se avessero suonato anche Dead on Time sarebbe stato un vero concerto HM! Sheer Heart Attack ha poco di di punk-rock e nulla di Pistols ma moltissimo di Speed Meta!
Nei settanta i Queen erano la più grande live band al mondo? Penso sia un dato di fatto oggettivo, i venti minuti del live aid sono stati dichiarati la più grande live performance della storia...chissà come erano 10 anni prima allora, noh?
Le scuole dovrebbero inserire i Queen dei Seventies come materia nelle scuole dell'obbligo e i giovani fan dei Queen dovrebbero spendere tempo e denaro per ascoltare e comprare materiale dei settanta e non spendere neppure un centesimo per le porcherie di May e company post 2000! Queen e Alex rules! |
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